Dossier sui rifiuti in Umbria, la Lega: "Abbiamo le prove del bluff, scoperchiato il vaso di Pandora"

Il senatore leghista ha annunciato inoltre che dal 24 al 26 febbraio arriverà in Umbria una delegazione della Commissione bicamerale sulle Eco-mafie per controllare le discariche. Tutti i dati, i dubbi e le accuse presenti nel dossier

Un dossier sui Rifiuti in Umbria della Lega Nord Umbria ri-accende i riflettori politici e non solo su una gestione made in Umbria molto, ma molto discutibile. Almeno nei troppi obiettivi - vedi la differenziata - mancati e di nuovo rimandati rispetto ai paletti fissi previsti dal Piano Regionale dei Rifiuti. Il 65 per cento di raccolta annunciato come un mantra è lontanissimo da raggiungere.

Una situazione denunciata dalla Lega nel dossier, ma che conosce bene anche la Presidente Marini che infatti ha imposto una raccolta a domicilio in tutti i comuni entro marzo. Nel caso contrario è disposta addirittura a commissariare la gestione locale dei rifiuti. Nel nuovo piano della Giunta regionale si ribadisce un no secco ad un nuovo termovalorizzatore - previsto in Umbria invece dal Governo Renzi - e nessun ampliamento delle discariche.

Di contro lo studio della Lega Nord invece è convinto dell'opposto: ovvero si arriverà al loro ampliamento oppure la Regione dovrà cedere al diktat di un nuovo inceneritore nel ternano. Il segretario regionale della Lega Nord, il senatore Candiani, dopo aver mostrato le slide del dossier è andato giù durissimo: "E' tutto un grande inganno e noi lo abbiamo scoperto. Ora vogliamo vedere le schede O.r.so. e capire chi le ha compilate, cosa è stato scritto e se tutto corrisponde a verità. Se il controllato si è sostituito al controllore allora sarà smascherato e qualcuno dovrà pagare. Anche le interdittive antimafia dicono che c'è qualcosa che non funziona".

ECCO IL DOSSIER COMPLETO DELLA LEGA NORDLegaNord_RIFIUTI-2

Il senatore leghista ha annunciato che dal 24 al 26 febbraio arriverà in Umbria una delegazione della Commissione bicamerale sulle Eco-mafie per controllare le discariche. futuro. "La raccolta avanzata - ha concluso Candiani - non è ai livelli dichiarati in quanto per anni è stato alimentato un sistema retto sulla non-gestione, basato su imbrogli e inganni. Basta vedere in che situazione sono oggi le discariche umbre. Da Belladanza a Le Crete, dovranno inventarsi qualcosa per raccogliere tutti i rifiuti che arriveranno. Vedrete che si arriverà al loro ampliamento oppure dovranno costruire un inceneritore. La Marini dice ai cittadini di stare tranquilli, ma visto quello che accadrà a breve c'è poco da sorridere".

Insomma, tutto un grande bluff che rischia, a loro dire, di travolgere tutta la Giunta Marini e il centrosinistra. Il clima è caldissimo in Umbria dopo le interdittive anti-mafia che sono calate come macigni direttamente sulla Gesenu. Entra nello specifico invece il dirigente della lega Luca Briziarelli: "Dopo il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano Regionale e una percentuale di differenziata dichiarata che si attesta intorno al 50%, la Presidente Marini, che con Delibera regionale fissa l'obiettivo del 60% al 2016, prevede di fare in sei mesi quello che non è riuscita ad assicurare in sei anni. Persino le stime e le proiezioni degli  uffici regionali la smentiscono".

"Oltre a questo c'è un altro dato che testimonia il forte ritardo nella raccolta differenziata nella regione. Se prendiamo come punto di riferimento il comune di Bastia che ha raggiunto percentuali del 70% e l'evoluzione che ha avuto la raccolta differenziata negli ultimi anni, si può notare una forte discrepanza con altre realtà come Terni, Perugia, Città di Castello e Foligno, dove, in rapporto alla percentuale di copertura dichiarata e nonostante i contributi erogati dalla Regione basati su dati che sembrano non trovare riscontro nella realtà, notiamo risultati completamente fuori asse e una discrepanza di oltre 20 punti con il modello di riferimento. Tutto questo accade perché, mentre a Bastia la differenziata è capillare e ben studiata, negli altri comuni ancora possiamo notare la presenza dei “vecchi” cassonetti per i quali le linee guida della Regione prevedevano la rimozione con la sostituzione  del sistema di raccolta porta a porta".

Infine Briziarelli insinua il dubbio sui controllori e su chi compila le schede di valutazione: "Da chiarire anche come e da chi vengono compilate le schede O.R.So. (osservatorio rifiuti sovraregionale) per il monitoraggio del flusso di rifiuti. Abbiamo fatto richiesta di queste schede e ci chiediamo se siano effettivamente i comuni a compilarle".

Chi compilava e chi controllava quei dati sui rifiuti in Umbria? Il consigliere regionale Fiorini si spinge ancora più in là: "Siamo quasi certi che questi dati, invece, venivano compilati proprio dalle società di gestione. Visto che la Regione ha stanziato 7 milioni di euro di soldi pubblici stanziati in 5 anni, perché non ha mai controllato la veridicità dei dati che gli venivano forniti?”.

Per il vice-presidente del consiglio regionale, Valerio Mancini, la Lega Nord sta per scoperchiare il vaso di Pandora dei rifiuti in Umbria: "Il risultato prodotto dalla gestione dei rifiuti del Pd è disastroso per l'economia e per l'ambiente. In base ad una delibera di giunta  saremmo dovuti arrivare al 65% di raccolta differenziata entro il 2012, invece la media umbra è attestata ad oggi intorno al 50% e questo vuol dire che siamo molto indietro rispetto agli obiettivi prefissati". 

E intanto da Terni arrivano notizie non incoraggianti sempre sul settore rifiuti. Infatti l’onda sporca dello smaltimento dei rifiuti travolge il Comune. Oltre al sindaco Leopoldo Di Girolamo, anche gli ex assessori Luigi Bencivenga, Silvano Ricci, Roberto Fabrini, Sandro Piermatti, Libero Paci, Maria Bruna Fabbri, Marco Malatesta, Renato Bartolini, Simone Guerra; gli attuali assessori Stefano Bucari, Emilio Giacchetti, Francesco Andreani, Cristhia Falchetti Ballerani, Carla Riccardi, Giorgio Armillei, Daniela Tedeschi e tre dirigenti comunali (Luciano Sdogati, Maurizio Galli e Marco Fattore) risultano tra gli indagati nell'inchiesta sulle procedure amministrative di smaltimento del percolato dell’ex discarica di Valle, nel comune di Terni.

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