Crisi infinita e scelte sbagliate stanno svuotando l'Umbria: in sei mesi è scomparso un altro "comune"

I nuovi dati dell'Istato relativi al primo semestre del 2019. Situazione drammatica: solo 3 comuni con il segno più. Ecco la fotografia dei primi comuni umbri. Il sogno del 2000 di arrivare a quota 1milione è ormai impossibile.

Archiviare subito il passato. Archiviare gli ultimi 12 anni di governo dell'Umbria. Cercare di arginare in tutte le maniere gli effetti della crisi che in Umbria è diventata infinita. Sostenere aziende, famiglie, la natalità - ai minimi termini - e attrarre investimenti per dare nuovo lavoro e portare residenti in Umbria e non il contrario. Sono queste le parole d'ordine che il nuovo Governo regionale della Presidente Donatella Tesei deve fare proprie e fare soprattutto subito.

Serve anche un Governo centrale che invece di ridicolizzare l'Umbria - perchè una piccola regione - contribuisca alla rinascita a partire dalle zone terremotate dove la mancata ricostruzione provoca spopolamento e disperazione. I dati dell'istat degli ultimi sei mesi sono impietosi e dimostrano meglio di tante analisi politiche il perchè gli umbri hanno deciso di provare a cambiare rotta dopo 50 anni: dal 1° gennaio 2019 al 30 giugno 2019, in appena pochi mesi, abbiamo perso altri 2.156 abitanti. Praticamente la popolazione di un comune per l'Umbria che vanta solo 15 municipi sopra la soglia dei 15 mila abitanti e solo sei sopra i 30mila e appena due, i capoluoghi di provincia, sopra i 100mila.

Incide al 40 per cento il tasso di mortalità che non viene minimanente compensato dalle nuove nascite - quasi a zero - e il resto invece dipende dalla mancanza di lavoro e fiducia che spinge giovanissimi ma anche over 30 ad andare in altre regioni del Paese o addirittura all'estero - Germania, Lussemburgo e Francia - per "campare" dignitosamente. Ed ecco dunque che in 18 anni siamo passati dal sogno di arrivare ad 1milione di abitanti all'incubo di un calo demografico devastante per l'economia, per il futuro: 879.859 abitanti rispetto all'ultimo dato di 882.015.

C'è anche una mobilità interna che dimostra come dai piccoli e medi comuni ci si sposti soprattutto nel centro maggiore per lavorare: infatti Perugia è tra le pochissime città umbre che cresce come popolazione: + 233 residenti arrivando a quota 165.956. Con il segno positivo anche se per poche unità: Assisi, Castiglione del Lago e Magione (quest'ultima prossima a quota 15mila abitanti, ne mancano 136. Malissimo Gualdo Tadino, Todi, Narni, Città di Castello, Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto e Gubbio. Perdite più contenute a Corciano, Umbertide, Deruta ed Amelia. 

Nei piccoli comuni le perdite di residenti sono costanti, la popolazione è sempre più anziana. Bisogna fare qualcosa subito, recuperare il tempo perduto. E' in gioco il nostro, futuro, la nostra autonomia. L'Umbria sta morendo. 

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