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Danni ai centri storici e alle colture, il piccione finisce nel mirino: cresce ipotesi di abbattimenti selettivi

L'annuncio del presidente commissione Mancini e l'idea di imitare le Marche per il prelievo in deroga

Cresce ipotesi di prelievo in deroga - ovvero abbattimento - dei piccioni che stanno proliferando sia nei centri storici che nelle campagne umbre. Dopo le denunce delle associazioni di categoria del mondo agricolo del Trasimeno e della Media Valle del Tevere e dei consiglieri comunali della Lega di Marsciano, ora si muove anche il presidente della seconda commissione di Palazzo Cesaroni, Valerio Mancini, che è pronto ad istituire una seduta in commissione per ascoltare le ragioni dei pro-abbattimento dei piccioni al fine di prevedere "quanto prima il prelievo in deroga". 

“Questi animali – ha spiegato il consigliere leghista -, provocano ingenti danni alle culture, vanificando così i sacrifici degli agricoltori. E non solo, potrebbero rappresentare anche un problema per la salute, essendo notoriamente portatori di malattie, oltre a provocare danni anche agli edifici storici e ai monumenti delle nostre città. Molti sindaci per tutelare i cittadini e i centri storici, sono costretti a procedere con catture dei piccioni al fine di ridurne la presenza e garantire il decoro e la salute pubblica, con spese che gravano sul bilancio delle Amministrazioni comunali. A tale problematica si può facilmente porre rimedio, permettendone, come avviene anche nelle vicine Marche". 

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