menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il Dpcm come un gatto in tangenziale: "Meglio un lockdown di 3 settimane ora che uno obbligatorio di 3 mesi poi"

L'osservatorio di Marco Regni: "Stiamo perdendo tempo. L’Italia e la lotta al Covid stanno perdendo tempo prezioso"

La vita dei dpcm come un gatto in tangenziale – Meglio un lockdown morbido di 3 settimane ora che uno obbligatorio di 3 mesi poi. Era la sera di domenica 18 ottobre quando il premier Conte annunciava i contenuti del nuovo dpcm in diretta tv agli italiani. A distanza di tre giorni si sta predisponendo un nuovo dpcm, che sembra per le anticipazioni che escono, già superato dai numeri del virus e contiene norme che già erano nelle bozze di quello di domenica ma che poi furono espunte dal testo finale. Insomma la vita dei dpcm in Italia sta diventando peggio di quella di “un gatto in tangenziale”. Stiamo perdendo tempo. L’Italia e la lotta al covid stanno perdendo tempo prezioso.

Il premier – dicono i sondaggi - sta entrando in crisi di consensi personali ma non può pensare di fare sempre “il poliziotto buono” e lasciare ora ai sindaci ora ai governatori le decisioni “drastiche” sulle chiusure. Si fa un cattivo servizio agli italiani sempre più sballottati fra norme che variano da regione a regione. Fra annunci rassicuranti ed altri funesti di virologi e scienziati opposti ad ogni ora in tv, quando invece non è lo stesso “esperto” che cambia dichiarazione sul virus che passa da “influenza” a grande problema sanitario. Occorre chiarezza.

Federico Fubini editorialista del Corriere della Sera domenica ha pubblicato un suo scritto illuminante il cui senso si può (liberamente) riassumere così: a febbraio marzo l’Italia fu il Paese guida in Europa del contagio (nel senso che fu il primo ad esserne colpito) e delle misure per contrastarlo in questa seconda ondata invece - dopo una estate iniziata in maniera cervellotica misurando i mq fra un ombrellone ed altro e tradotta poi nell’Italica anarchia del “facciamo come c…. ci pare” - siamo fra quelli più in ritardo in Europa sia in termini di contagio (e questo è positivo) che in termini di provvedimenti duri per contrastarlo (e questo invece è molto negativo). Se avessimo compreso la lezione di primavera oggi dovremmo adottare i provvedimenti più duri che stanno applicando i paesi europei peggio messi con il virus, solo così potremo recuperare terreno nel contrastarlo.

E’ ridicola la litania del lunedì “oggi meno contagi” sapendo che il week end si fanno meno tamponi e meno test, occorre guardare le medie mobili settimanali e quelle sono critiche sia in termini di ricoveri, che di terapie intensive e purtroppo iniziano anche ad aumentare i decessi. Il virus ha un vantaggio di almeno 15 giorni e più sui dati che ci propinano tutti i giorni fra le 17 e le 18 del pomeriggio perché i tamponi si fanno a soggetti in media dopo 48 ore dalla segnalazione (a volte anche dopo 7 giorni), persone che è possibile si siano infettate 5/7 giorni prima. Insomma siamo sempre in ritardo e adottiamo sempre misure più soft rispetto a quelle necessarie.

Dobbiamo agire subito o sotto le spinte dei dpcm o volontariamente, con la consapevolezza però che senza il dpcm, il nostro “auto limitarci” non aiuterà poi bar, ristoranti, esercizi commerciali e tutte le altre imprese a recuperare parte del mancato fatturato, operazione invece più facile se il “coprifuoco duro” o il “lockdown morbido” fosse deciso a livello statale. E il ristoro per le imprese e i lavoratori andrà fatto con una mole di risorse enormi seguendo le indicazioni di Enrico Letta. Il PD e il suo capo delegazione al Governo Franceschini, insieme al ministro Speranza stanno facendo di tutto per far comprendere al premier la gravità della situazione e che non si può giocare più a lungo con il gioco di “a chi lasciare il cerino in mano”.

Sta venendo fuori una confusione sul territorio abnorme e non per colpa delle regioni ma di questo scarica barile. Un esempio su tutti? La scuola. Il dpcm di domenica prevede alcune norme per le superiori, nel frattempo Umbria, Campania, Liguria hanno adottato da lunedì pomeriggio altre e differenti misure, in questi giorni il governo sta ipotizzando altre norme sempre sulla scuola ed in particolare sempre per le superiori.

Dobbiamo solo dire grazie ai dirigenti scolastici e agli insegnanti se ancora si stanno facendo in quattro per capire come gestire al meglio la situazione iniziando la giornata progettando una scuola adeguata per certe norme e poi il pomeriggio si trovano a doverle cambiare, e sarà così anche lunedì prossimo. Ora basta. Sarebbe facile dire che si sono persi 6 mesi di tempo. Il giudizio sulla Azzolina lo dirà il voto degli elettori, ma piuttosto che cercare colpe, oggi troviamo soluzioni. Adottiamo misure serie, chiare, semplici come ho scritto sopra e nella riflessione della settimana scorsa, un lockdown morbido oggi di tre settimane, per evitarne uno sotto Natale della durata di tre mesi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Il Comune di Perugia cerca personale: i profili richiesti

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PerugiaToday è in caricamento