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Consultori ginecologici, Morroni: "Presto la riorganizzazione". Bori: "Aumentano gli obiettori: dalla Regione nessuna risposta"

L'assessore: "Servizio migliorato con Il nuovo piano sanitario". Il capogruppo Pd: "Porteremo il tema in altre sedi"

“I servizi consultoriali e ginecologici sono un tema centrale della nostra sanità. In Umbria il rischio è la chiusura e lo svuotamento di questi presidi, noi chiediamo di rilanciarli e di aprire nuove strutture. È urgente che la Regione intervenga, ma ad oggi questo cambio non si vede". Così Tommaso Bori, capogruppo Pd in Consiglio regionale, ha illustrato l'interrogazione 'Potenziamento e alla riorganizzazione dei servizi consultoriali e ginecologici della Regione Umbria' presentata insieme a Simona Meloni (Pd) nel 'Question time' di oggi (27 aprile) in assemblea.

"Questi servizi svolgono un servizio unico ed indispensabile per la tutela della salute della donna, del bambino, degli adolescenti e del benessere familiare - ha proseguito Bori -, un’insostituibile funzione di informazione a sostegno della prevenzione e della promozione della salute della donna. Servono azioni concrete per il rilancio, perché svuotare questi presidi significa far sì che le donne si rivolgano agli ospedali già sovraccarichi". Per il consigliere Pd è poi "fondamentale l’introduzione e la relativa organizzazione della distribuzione gratuita nei consultori di dispositivi anticoncezionali”.

A rispondere è stato l’assessore Roberto Morroni, affermando che “il consultorio è un punto nodale per la presa in carico della gravidanza e del percorso nascita. Inoltre garantisce la salute sessuale della donna, della coppia e del minore. Un ruolo socio sanitario fondamentale. La realtà organizzativa che descrive il libro bianco è ben conosciuta dalla Giunta, a partire dalla forte disomogeneità tra le due Asl e dalla mancanza di personale sanitario, soprattutto nella Asl 2. Il comitato tecnico scientifico che sta lavorando sul nuovo piano sanitario affronterà anche il tema della riorganizzazione dei consultori familiari. Il riassetto distrettuale e la riorganizzazione dei distretti significa renderli più efficienti e consentire una ottimizzazione delle prestazioni. L’emergenza Covid ha mostrato tutta la debolezza dovuta alla frammentazione dei servizi a scapito dei cittadini e delle donne in particolare”.

Nella sua replica Bori ha detto che “la risposta è lapidaria che non tocca i temi che abbiamo posto. I consultori sono anche il luogo dell’educazione alla contraccezione e in cui il resto d’Italia porta avanti le interruzioni volontarie di gravidanza. Di questo non c’è traccia nei vostri piani, ma aumentano gli obiettori di coscienza che ledono i diritti delle donne che vogliono usufruirne. Porteremo il tema in altre sedi, perché qui non sono arrivate risposte”. 

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