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Umbria, Chiascio e Valle Sud a rischio inquinamento: elevati quantità di nitrati. Si corre ai ripari

I Comuni di Marsciano e Bastia hanno infatti inoltrato richieste di ulteriori indagini all’Agenzia regionale

Nella seduta del Question time di oggi l’assessore alle politiche agricole, Roberto Moroni, ha risposto all'interrogazione dal consigliere regionale del M5Stelle, Thomas De Luca, riguardo l’inquinamento prodotto dai nitrati e alla vulnerabilità dei terreni della Valle umbra a sud del fiume Chiascio, dove sono emersi diversi casi di superamenti del limite massimo di concentrazione per l’acqua potabile di 50mg/L. I Comuni di Marsciano e Bastia hanno infatti inoltrato richieste di ulteriori indagini all’Agenzia regionale per la protezione ambientale dell’Umbria (Arpa) e alla Regione stessa per individuare misure specifiche nel nuovo Programma per lo sviluppo rurale (Psr) a sostegno delle attività zootecniche, chiedendo fondamentalmente tre assi di investimenti: adeguamenti degli stoccaggi e delle attrezzature; impianti tecnologici per la riduzione dei nitrati nei reflui e adeguamento delle attrezzature per lo spandimento.

De Luca ha chiesto alla Giunta regionale di emanare “disposizioni chiare e univoche per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini che subiscono le ricadute sanitarie dell’inquinamento, rilevando una mancata designazione di Zone vulnerabili da nitrati (Zvn) all’interno dei bacini, come previsto dalla Direttiva nitrati”. L'assessore Morroni ha incentrato la sua risposta su alcuni aspetti chiave: “fin dal 1998 sono state attivate reti di monitoraggio e i risultati hanno evidenziato la presenza di elevati quantità di nitrati. Nel 2018 sono state individuate specifiche misure per il contenimento dei nitrati da agricoltura e zootecnia. Nel settembre 2019 la Giunta ha ampliato la perimetrazione di alcune Zvn (Gubbio, Media Valle del Tevere, San Martino in Campo, Valle umbra a sud del Chiascio). Successivamente sono state poi individuate nuove zone critiche e la Giunta ha aggiornato il programma di azione per le Zvn prevedendo la sua applicazione a partire dalla prossima campagna agraria 2021-22, fermo restando l’obbligo di applicazione del programma per le Zvn già individuate anteriormente al 2019”.

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