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La buona politica esiste anche in Umbria, destra e sinistra partoriscono una legge su appalti e servizi pubblici che tutelano lavoro e qualità

Le gare d'appalto sui servizi pubblici mai più basate solo sul massimo ribasso che non è sinonimo di qualità e spesso nasconde tagli al personale. Ecco tutte le caratteristiche

Esiste la buona politica, quella che non si divide quando bisogna affrontare un problema che troppi danni ha fatto all'Umbria e agli umbri. Esiste, purtroppo a macchia di leopardo in una legislatura, come ne è la prova la giusta, concreta, risolutiva e rispettosa proposta di legge regionale firmata da gruppi di maggioranza e di opposizione di centrosinistra. Da Fratelli d'Italia al Pd, dalla Lega ai Civici con primo relatore la presidente della commissione Francesca Pace che è stata approvata a maggioranza dai commissari regionali. Un testo di grande utilità, bipartisan, che riguarda l'affidamento ai privati di servizi pubblici da parte di enti, amministrazione e macchina sanitaria. 

Servizi fondamentali per il cittadino, tutti da affidare tramite gara, e che riguardano anche migliaia di lavoratori che si trovano in bilico tutte le volte che scade la concessione e c'è il rischio che altre aziende riescano con un'offerta (a volte non migliore da un punto di vista dell'esperienza e della qualità, ma solo con un ribasso della cifra) a soffiare l'appalto. La legge regionale su appalti e servizi pubblici ha come finalità:  il rispetto dei diritti dei lavoratori, la legalità del mercato del lavoro, la qualità dei servizi di welfare erogati dalle organizzazioni private e promuove l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone svantaggiate e con disabilità.

Tra i punti salienti previsti dalla futura Legge regionale per valutare un'offerta privata relativa all’affidamento di contratti pubblici come servizi sociali e di ristorazione ospedaliera e scolastica, nonché ai servizi dove è richiesta molto manodopera (servizi di pulizia): punto primo, il maggior punteggio - 70 punti su 100 - deve essere attribuito alla offerta tecnica - quindi capacità, esperienza, missione - mentre un punteggio decisamente inferiore (30 su 100) per la semplice offerta economica. Tradotto: il semplice ribasso dell'offerta - oggi fattore fondamentale rispetto ad altri - non solo non è una garanzia di qualità e capacità di gestione dell'incarico, ma rischia di penalizzare i lavoratori privati a riguardo di retribuzioni e sicurezza nei luoghi di lavoro. Con la legge regionale dunque si vuole ripristinare il merito e i diritti dei lavoratori rispetto al risparmio di cassa. Altro punto saliente: nella documentazione deve essere specificata e provata in concreto da parte dei privati se e qualche contratto collettivo nazionale e/o territoriale di lavoro viene applicato a garanzia dei lavoratori. 

Sempre a tutela dei lavoratori: "nei casi in cui si effettui un cambio di gestione di un servizio pubblico gestito da organizzazioni private la società subentrante garantisce la permanenza in lavoro del personale già operante nel medesimo servizio, salvo diversa volontà dei lavoratori interessati". Di norma la nuova società, soprattutto se fuori regione, è solita acquisire solo parte dei lavoratori, o per rientrare nelle spese - dopo un ribasso vincente ma rischioso - o perchè ha già un numero di lavoratori a libro paga in attesa di prendere servizio per il nuovo appalto. Previsto un punteggio maggiore per società o coop sociali che abbiano in organico  almeno il 30 per cento dei lavoratori sia composto da lavoratori con disabilità o da lavoratori svantaggiati. Una norma per incentivare le assunzioni di persone fragili o con handicap. 

Altro importante passaggio della futura legge regionale su appalti e servizi: nelle procedure di affidamento relative ai servizi sociali, socio sanitari ed educativi la valutazione dell’offerta tecnica avviene tenendo adeguatamente conto: del progetto tecnico elaborato per la gestione dei servizi; delle esperienze maturate nel settore dai soggetti privati che presentano l’offerta; della capacità di rapporto con il territorio dimostrata dai soggetti privati che presentano l’offerta; della validità del progetto di intervento in relazione agli obiettivi riabilitativi o individuati dall’ente; della professionalità e della qualificazione dei lavoratori dei soggetti privati che presentano l’offerta.  Ora la legge passa per il consiglio comunale per il voto finale. Una buona legge frutto di quella rara buona politica che mette da parte fazioni e idelogie per migliorare la qualità dei servizi e il welfare ai cittadini. 

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