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Da mesi famiglie senza assegno per l'assistenza in casa dei malati: sbloccati i fondi, confermati gli importi

In consiglio regionale il capogruppo del Pd Bori ha chiesto all'assessore regionale Coletto di fare il punto sulla difficile situazione che si è venuta a creare a metà 2019

Da diversi mesi, senza preavviso, i fondi per le famiglie che assistono i malati di malattie rare o altamente invalidanti non hanno più ricevuto l'assegno pubblico di sollievo, di sostegno. Un fondo che era stato istituito nel 2017 con soldi messi dalla Regione e parte dei trasferimenti dello Stato. Il capogruppo del Pd, Tommaso Bori, nel sua interrogazione in consiglio regionale ha ribadito che mancano all'appello "diverse mensilità per chiudere l’annualità 2019" e serve programmare ancora tutti gli interventi per il 2020.

L'esponente dell'opposizione ha anche denunciato diversità di criteri nell'assegnazione dell'assegno di sollievo tra i due distretti sanitari regionali. Al consigliere ha risposto l'assessore regionale alla sanità Luca Coletto che, da settimane, aveva già preso posizione sull'argomento. "È stato pubblicato il decreto che assegna risorse del 2019-2021 a tutte le Regioni, gli uffici stanno predisponendo gli atti per l’assegnazione delle risorse 2019-2020, l’assegnazione triennale che eviterà discontinuità". Nel 2018 sono stati erogati interventi per la non autosufficienza pari a euro 11milioni 877mila, di cui 4,5 milioni l’assistenza indiretta.

Sempre Coletto ha confermato che si sta intervenendo anche sui criteri per la non autosufficienza che devono essere uguali per tutta l'Umbria: "Quanto rilevato dal consigliere Bori è vero, esiste questa differenziazione tra Usl 1 e 2: punteremo ad accentrare la gestione di queste risorse da parte regionale in modo che ci sia erogazione continua indipendentemente dal bilancio delle varie aziende e che divenga omogenea l’erogazione del servizio così importante”.  Confermati gli importi stabiliti in passato:  l'assistenza a domicilio pari a 1.200 euro per le persone affette da patologia associata a malattia rara e 600 euro per le patologie non associate a malattia rara.

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