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Si torna a parlare del Grande Curi di proprietà della società. "Nuovo stadio via da Pian di Massiano"

Il presidente Santopadre ha ribadito che tiene molto alle infrastrutture e che è un suo obiettivo. Si torna a parlare del Grande Curi. E in consiglio comunale c'è chi propone l'addio a Pian di Massiano...

"Ne stiamo parlando con grande interesse da entrambe le parti": il presidente del Perugia calcio Massimiliano Santopadre non è uomo che si nasconde dietro ad un dito. La trattativa tra società e comune - e con altri soggetti privati - per la gestione del nuovo Curi è ufficialmente all'inizio come ha ammesso lo stesso presidente. "Come amministratore del Perugia calcio - ha spiegato a margine della conferenza stampa della presentazione di Giunti - è fondamentale anche mettere a disposizione dei tifosi e della squadra e del settore giovanile strutture adeguate. Anzi per il sottoscritto è una priorità. Non so se riuscirò a completare il progetto che ho in mente ma di certo dobbiamo e vogliamo mettere le basi per chi verrà dopo". Santopadre non entra nel merito del progetto né cita mai l'ipotesi di Grande Curi ma tra le righe, alla voce infrastrutture, ne emerge il desiderio "futuribile".

Il progetto del grande Curi da vivere tutta la settimana arriva da lontano dai tempi di Gaucci. Ma negli ultimi tempi il progetto è più proteso ad una avere uno stadio moderno, sicuro e invitante. Una gestione-proprietà non più comunale ma della società. Una idea che non dispiace di certo al sindaco Romizi che, chi ricorda il dibattito in campagna elettorale (tre anni fa), si era detto favorevole, con accordi precisi, ad una cessione o una gestione molto più forte del Perugia calcio. Ma siamo solo all'inizio. 

E quando si parla del grande Curi in automatico c'è chi propone uno spostamento dell'impianto da Pian di Massiano. Stavolta tocca al consigliere comunale del Gal (nuovo gruppo formatosi in consiglio comunale), Carmine Camicia: “La soluzione di demolizione e ricostruzione sarebbe sicuramente molto onerosa e toglierebbe molto spazio all’area verde di Pian di Massiano. Allora forse si dovrebbe pensare a trovare nuovi spazi per realizzare ex novo l’opera, come già fatto in altre città italiane. Come ad esempio in una zona periferica quale quella di Sant’Egidio, dove ci sono strade di collegamento e l’aeroporto”. 

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