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Domenica, 2 Ottobre 2022
Politica

Taglio Province Umbria, Regione promette battaglia: "Modifiche o si va alla Consulta"

La Giunta regionale esprime "contrarietà" ed auspica modifiche al decreto del Governo sulla spending review in Parlamento, altrimenti si promuoverà il ricorso alla Corte Costituzionale

La Giunta regionale dell’Umbria è contraria al Decreto legge approvato dal governo in merito al riordino delle Province in Italia, con particolare riferimento alla proposta di riassetto per l’Umbria.

Le motivazioni- La netta posizione dell’esecutivo regionale, assunta al termine dei lavori odierni della Giunta, è riferita innanzitutto al fatto che il Decreto legge non ha preso in considerazione in alcun modo il percorso svolto in Umbria sia in sede di Consiglio delle autonomie locali, sia di Consiglio regionale e delle indicazioni emerse che, nel rigoroso rispetto di quanto previsto dalla legge “135” (spending review), ponevano la necessità di un assetto istituzionale regionale basato su due aree provinciali.

La Marini chiede rispetto per l'Umbria- Catiuscia Marini, in una nota della Regione sottolinea che “la Giunta regionale intende rilanciare con forza questa posizione ed auspica che in Parlamento, sede di conversione in legge del decreto, vengano fatte valere le ragioni dell’Umbria e di tutta la sua comunità, innanzitutto nel rispetto del percorso istituzionale effettuato, e in considerazione della specificità del caso umbro che non ha equivalenti in tutta Italia”.

Appello ai Parlamentari umbri- “In tal senso – ha aggiunto Marini - chiediamo a tutte le forze politiche umbre con rappresentanza in Parlamento di farsi interpreti della volontà dell’Umbria e delle sue istituzioni”.

Deroga per la Provincia di Terni- La Marini ha sottolineato che “l’esecutivo regionale contesta radicalmente la scelta effettuata dal Governo di prevedere deroghe solo per alcune realtà del Paese e si chiede in subordine al suddetto percorso una deroga per la Provincia di Terni, in considerazione proprio del fatto che solo in Umbria – tra le Regioni nelle quali si verificherà l’esatta coincidenza del territorio tra Regione e nuova Provincia – vi sono le condizioni per il totale rispetto dei criteri (numero di abitanti e superficie) individuati dallo stesso Governo per il mantenimento dell’istituzione provinciale”.

Modifiche o si va alla Consulta- “Qualora, anche in sede di conversione in legge del decreto non dovessero essere introdotte dal Parlamento le modifiche auspicate dalla Giunta regionale – conclude la presidente - la stessa promuoverà ricorso di fronte alla Corte Costituzionale a tutela della legittimità e correttezza del percorso effettuato dal Consiglio delle autonomie locali e dal Consiglio regionale dell’Umbria, nonché delle prerogative di una regione spesso individuata come riferimento di virtuosità e che al contrario vedrebbe minata la sua autonomia, mentre con responsabilità si è impegnata con concrete azioni di riforme istituzionali volte al contenimento delle spese, ma anche alla salvaguardia dei servizi essenziali per il cittadino”.

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