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Tagli in Regione, la mannaia colpisce il Centro delle pari opportunità: l'ira della presidente

Il riferimento è, quindi, all'emendamento approvato dalla prima Commissione consiliare dell'Assemblea legislativa dell'Umbria che ieri ha preso in esame e approvato l'assestamento di bilancio 2015 (che verrà discusso in Aula martedì)

Parole di rabbia, ma anche di completo sgomento, arrivano dalla presidente del Centro per le pari opportunità della Regione Umbria. Daniela Albanesi, dopo aver appreso la riduzione destinati alle politiche di genere, ha sferrato un duro attacco contro la decisione presa in prima commissione e passata con 5 sì (Brega, Chiacchieroni, Solinas, Smacchi-PD, Biancarelli-UpU) e 3 no (Carbonari-M5S, Mancini-LN, Nevi-FI).

Un lungo intervento che “interpreta la voce delle tante donne impegnate quotidianamente, nelle istituzioni e nel mondo dell'associazionismo, nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. ”Il sentimento – afferma ancora la presidente - di fronte alla notizia dell'accoglimento, nella prima Commissione Consiliare, dell'emendamento che, di fatto, riduce a briciole i fondi previsti per il disegno di legge sulle politiche di genere"

Il riferimento è, quindi, all'emendamento approvato dalla prima Commissione consiliare dell'Assemblea legislativa dell'Umbria che ieri ha preso in esame e approvato l'assestamento di bilancio 2015 (che verrà discusso in Aula martedì).

"A pochi giorni dal 25 Novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, tra le numerose iniziative che celebrano questa ricorrenza, paradossalmente - sostiene la Albanesi in una nota - si verifica a Palazzo Cesaroni un episodio che, da un lato, non esito a definire un attacco frontale al lavoro e all'impegno di tutte coloro che, da anni, operano per combattere il fenomeno della violenza contro le donne in Umbria, dall'altro vanifica quell'ambizioso obiettivo di fondare una nuova etica della cittadinanza, che il Disegno di legge si prefigge, attraverso un ripensamento del rapporto tra i generi, basato sul valore della differenza e libertà femminile”.

“Il Centro regionale Pari opportunità – afferma ancora la presidente – aveva già, a suo tempo, espresso forte rammarico per la mancata approvazione, nella scorsa legislatura, del Disegno di legge sulle politiche di genere, frutto, anche esso, di un lungo percorso di confronto e partecipazione che ha coinvolto istituzioni, organismi di parità, parti sociali, associazioni di donne, enti locali, mondo della scuola e dell'università".

"Auspico fortemente - dice ancora la Albanesi - che, in sede di lavori d'aula per l'approvazione definitiva dell'assestamento di bilancio, si ponga rimedio a questo che non può non essere considerato, da un lato, un ostacolo alle opportunità che il disegno di legge sulle politiche di genere potrebbe offrire alla nostra regione per la costruzione di una nuova civiltà di relazioni e di nuove forme di rapporti tra uomini e donne non marcate da stereotipi e violenza; dall'altro, un affondo alla già faticosa sopravvivenza di servizi di fondamentale importanza per combattere il fenomeno della violenza di genere, che già operano attivamente nella rete antiviolenza nella nostra regione e che necessiterebbero, di contro, della garanzia di un sostegno continuo da parte delle istituzioni”.

“È infatti - conclude infine la presidente - solo grazie all'esperienza sul campo di tutti questi soggetti, che oggi, finalmente, costituiscono le fondamenta di quel sistema regionale antiviolenza, che il Centro regionale pari opportunità persegue come obiettivo fin dalla sua nascita, che si radicano il sapere e il metodo che permettono a tante altre donne di ritrovare autonomia e libertà e di salvarsi la vita".

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