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Domenica, 5 Dicembre 2021
Politica

Superbonus 110% prorogato solo per i condomini, i 5 Stelle protestano: "Grave danno per l'Umbria"

I parlamentari umbri Ciprini, Gallinella e Pavanelli criticano la scelta del governo Draghi: "La nostra regione penalizzata per la natura del tessuto edilizio, con i tanti edifici diffusi e le casette dei centri storici e i piccoli comuni"

Il Superbonus 110%verrà prorogato ma non per tutti e anche i parlamentari umbri del Movimento 5 Stelle, fautori della misura con il precedente governo Conte, criticano la scelta dell'esecutivo Draghi: "Il Consiglio dei Ministri - spiegano in una nota Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella ed Emma Pavanelli - ha discusso la manovra che contiene la proroga per il Superbonus 110% al 2023 restringendo però il provvedimento ai soli condomini. Invece per gli edifici monofamiliari, plurifamiliari e i funzionalmente indipendenti restano i termini già previsti per giugno 2022".

Per l’Umbria secondo loro "è una cattiva notizia, vista la natura del tessuto edilizio, con i tanti edifici diffusi, le casette dei centri storici e i piccoli comuni. Si tratta di una scelta miope, dato che da un decennio gli indici economici del comparto delle costruzioni non vedevano picchi così elevati. Nella nostra regione sono partiti lavori per diverse centinaia di milioni di euro. Non si deve arrestare il rilancio dell'economia fondato su interventi di riqualificazione assolutamente necessari, sia per l'efficienza energetica che per la sicurezza in caso di sisma. Tra l'altro coibentando gli edifici, alla luce degli ultimi rincari delle bollette, si offre la possibilità per le famiglie di risparmiare tantissimo riducendo al contempo le emissioni di gas serra".

E ancora: “Dai dati Enea aggiornati al 30 settembre emerge ad esempio che nella nostra Regione per i lavori conclusi ammessi a detrazione è stato investito il 75,1%, mentre il 78,2% di lavori sono stati realizzati sulle unità unifamiliari. Il Governo - concludono i parlamentari pentastellati - eviti di creare discriminazioni dannose per coloro che non dovessero veder terminati i lavori entro giugno 2022, a causa della difficoltà di reperimento di materie prime e impalcature, e trovi le coperture per allargare la proroga a tutti gli interventi, venendo incontro a famiglie, imprese e tecnici del settore che tanto stavano attendendo questo provvedimento”.

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