Strisce blu, il sindaco Romizi non porge l'altra guancia: "Non sono rimbambito: tutta la verità su costi e benefici"

Duro attacco del sindaco ad alcuni giornali che hanno sollevato il caso delle nuove strisce blu senza ricordare la strategia della Giunta finalizzata ad abbassare le tariffe e gli abbonamenti su oltre 2mila posti-sosta della Sipa. "Io uguale a Boccali e Locchi, non è vero... ecco le cifre"

Anche il sindaco Andrea Romizi, nel suo piccolo, si "incazza" (citazione Gino e Michele) e come, tutti gli uomini e le donne dei nostri tempi, cede allo sfogo-accusa sul social più popolare per i politici e non: la propria pagina di Facebook. L'ira del primo cittadino di Perugia si era già manifestata, seppur non ufficialmente, questa mattina alla lettura di alcuni giornali cartacei che avevano rilanciato la notizia delle nuove strisce blu in città. Un progetto già scritto e riscritto ma che sta per essere attuato tra una settimana. Poi in tarda serata ha deciso di dare la sua versione via social. Romizi ha contestato, stavolta con tanto di parole forti - "la stampa odierna, al pari degli improvvisati scribacchini muniti di bomboletta" -, la strana mancanza negli articoli del contesto che sta dietro le nuove strisce blu. Una strategia, voluta dal comune, per abbassare le tariffe già altissime - in mano alla Sipa - su quasi 3mila posti sosta in tutta la città. 

Nuove strisce blu a Perugia, la mappa dei parcheggi a pagamento e i costi

Tradotto: nuovo strisce blu ad un prezzo basso e fisso per tutto il giorno, in cambio del taglio dei costi orari e abbonamenti nelle altre aree cittadine già soggetto a balzetto previsto dalla Sipa. Romizi non ha grandito neache l'accostamento all'operato dei sindaco di sinistra Locchi e Boccali. Per questo, dati alla mano, ha voluto rimarcare la differenza con il passato dimostrando che i parcheggi a pagamento sotto la sua amministrazione sono meno cari. 

Ecco lo sfogo Romizi integrale: Mi sono rimbambito? Con riferimento ad alcuni nuovi stalli di lunga sosta (con tariffa euro 1,50 totali al giorno), leggo su alcuni giornali di una fantomatica “rivoluzione blu”. Come se non bastasse, sedicenti “giovani comunisti” rivendicano la frase apparsa sul selciato del parcheggio in Via Ripa di Meana: “Ma Romizi come Boccali?” Forse ch’io sia improvvisamente rimbambito?  In effetti io e la mia maggioranza abbiamo sempre sostenuto la necessità di abbassare le tariffe dei parcheggi, tra le più alte d’Italia. Sono quindi vittima di una crisi d’identità? In verità la stampa odierna, al pari degli improvvisati scribacchini muniti di bomboletta, tralasciano di spiegare come la contestata misura, sia da ricollegarsi alle ben più importanti e generalizzate riduzioni tariffarie faticosamente ricontrattate in buona parte della città.

Forse è il caso allora, di ripercorrere alcune fondamentali tappe, utili a ricostruire quanto accaduto nel tempo, per poter poi giudicare il tutto con cognizione di causa.

2007 Amministrazione Locchi: Il Comune vende le quote Sipa per ripianare il noto “buco” di bilancio, diventando così socio di minoranza della società che gestisce i parcheggi. Nello stesso anno vengono istituiti 815 nuovi stalli a pagamento.
2009 Amministrazione Locchi: + 10% delle tariffe dei parcheggi
2010 Amministrazione Boccali: + 30% delle tariffe dei parcheggi e da +20% a +30% degli abbonamenti; oltre alla cessione delle residuali quote di Sipa.
2011 Amministrazione Boccali: + 5% delle tariffe dei parcheggi
2012 Amministrazione Boccali: + 5% delle tariffe dei parcheggi e + 6% degli abbonamenti
2013 Amministrazione Boccali: + 5% delle tariffe dei parcheggi
2017 Amministrazione Romizi: riduzioni da - 20% a - 30% di tariffe e abbonamenti.

Le riduzioni menzionate riguardano oltre 2300 stalli tra posteggi in struttura e a parcometro. A questo si aggiungano gli importanti investimenti per le nuove tecnologie introdotte, come ad esempio le applicazioni che consentendo di pagare l’effettivo tempo di sosta, concorrono anch’esse ad una sostanziale diminuzione del caro parcheggi.

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Una così apprezzabile rinegoziazione siamo riusciti ad ottenerla dopo lunghe e faticose interlocuzioni ed il risultato non può e non deve essere dato per scontato, soprattutto se consideriamo che il potere contrattuale di questa Amministrazione era evidentemente condizionato dall’esistenza di una previgente convenzione e dalla lunghezza della stessa. Basti pensare che detta convenzione vedrà il suo esaurirsi nel 2047, quando mia figlia avrà già trent’anni ed io, forse, sarò nonno.

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