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Strage di Bologna, Marini: "La ricerca della verità difende la libertà e la democrazia"

Il ricordo della presidente regionale dell'Umbria: "Tra le 85 vittime del 2 agosto 1980 c'era anche l'umbro Sergio Secci. Il ricordo e il dolore sono ancora vivi"

Per non dimenticare mai le 10.25 del 2 agosto del 1980. “A trentasei anni di distanza dalla terribile strage alla stazione di Bologna, dove tra le 85 vittime c’era anche il giovane Sergio Secci, di Terni, è ancora forte in tutti noi il ricordo e il dolore. Una memoria che non deve mai venir meno”. E’ quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che sottolinea come “in questo nostro tempo purtroppo la strategia stragista e del terrorismo, pur essendo di matrice diversa, comunque continua a colpire in Europa e nel mondo civili innocenti come erano le vittime della strage del 2 agosto a Bologna e come era il nostro Sergio Secci”.

“In questa ricorrenza vorrei anche ricordare – aggiunge Marini – la figura di Torquato Secci, padre di Sergio, che dal giorno della strage e per tutto il tempo che ha vissuto ha dedicato la vita alla ricerca della verità e delle responsabilità di quell’atto terroristico e criminale, dando vita all’associazione dei familiari delle vittime”.

“Un affettuoso pensiero vorrei rivolgerlo anche alla signora Lidia Piccolini, madre di Sergio e moglie di Torquato Secci, che con altrettanto senso civico sta ora portando avanti con forte impegno la missione dell’associazione che, attraverso la continua ricerca della verità – conclude la presidente -, contribuisce anche alla difesa della libertà e della democrazia”.

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