Sparatoria a Ponte Felcino, carabinieri e guardia giurata indagati. Salvini: "Meritano un premio, non il processo"

Il Ministro dell'Interno: "Hanno rischiato la vita, hanno solo fatto il loro dovere". Squarta (Fdi): "Piena solidarietà". Marchetti (Lega): "La legge chi tutela?". Prisco (Fdi): "Più poteri alle forze dell'ordine"

Per il Ministro dell'Interno i due carabinieri e la guardia giurata iscritti dalla Procura di Perugia nel registro degli indagati per omicidio colposo dopo la sparatoria di Ponte Felcino, terminata con la morte di uno dei ladri, "meritano un premio, non il processo".
Lo scrive Matteo Salvini, in un post su Facebook: "Carabinieri e Guardia Giurata, che hanno rischiato la vita, hanno solo fatto il loro dovere: non meritano un processo, semmai un premio". 

Segue a ruota il deputato umbro della Lega Riccardo Augusto Marchetti: "Quanto accaduto a Ponte Felcino riflette a pieno la vergogna tutta italiana ereditata dai precedenti governi di centrosinistra in base alla quale chi lavora per garantire ordine e sicurezza é meno tutelato rispetto a chi delinque. Che legge é quella che punisce la guardia e tutela il ladro?".
E ancora: "Quei criminali hanno rapinato una tabaccheria, sono fuggiti e - sottolinea l'esponente leghista - hanno forzato un posto di blocco, mettendo a repentaglio la vita degli agenti che cercavano di fermarli e dei cittadini che si trovavano lì. La loro pericolosità era evidente. Cos'altro avrebbero dovuto fare gli agenti per fermarli? La Lega è - e sempre sarà - dalla parte delle forze dell'ordine e di chi difende i cittadini, l'ordine pubblico e la legalità anche a rischio della propria vita. In attesa dell'esito delle indagini, ribadiamo loro il nostro pieno sostegno".


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Stessa linea per la Lega di Perugia: "Carabinieri e guardie giurate indagati per omicidio colposo? Noi stiamo dalla parte delle forze dell'ordine", scandisce il segretario comunale Gianluca Drusian. "Pur trattandosi di un atto dovuto da parte della Procura non possiamo non difendere l'operato di quelle persone che, giorno e notte, rischiano la propria pelle per difenderci. Abbiamo già troppe volte assistito a casi contrari di uomini in divisa uccisi per mano di banditi. Non vorremmo assistere più a processi che abbiano l'unica finalità di ricerca di risarcimento danni per presunte parti lese. La gente- proseguono del direttivo-  ha bisogno di sicurezza, di normalità ma ne hanno bisogno anche le nostre forze dell'ordine. In situazioni come quelle della rapina di ponte felcino e della presunta sparatoria, inseguimento che ne sarebbe seguito, di pericolo e anormalità, diventiamo tutti noi parti lese". 

Il consigliere regionale Valerio Mancini, invece, attacca la sinistra: "I paradossi di una sinistra ipocrita e buonista che negli anni di governo si è schierata a fianco di immigrati clandestini, detenuti e delinquenti. Questi agenti sono degli eroi, non meritano un processo ma delle medaglie. Ieri il Presidente Mattarella ha firmato il decreto sicurezza, il tempo del cambiamento è arrivato. Esprimo solidarietà e vicinanza agli agenti".

Il capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale, Marco Squarta, rincara con una nota: “Piena solidarietà ai due carabinieri e alla guardia giurata che sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio colposo per la morte del bandito coinvolto nell’assalto alla tabaccheria di Ponte Felcino dell’altra notte". 

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Il portavoce del centrodestra, sempre nella nota, ribadisce “rispetto e piena fiducia nell’attività della Procura” sottolinea l’esigenza di approvare “quanto prima nuove leggi che garantiscano una maggiore tutela ai rappresentanti delle forze dell’ordine e della sicurezza nell’esercizio, difficile e sempre più rischioso, del delicato compito al servizio dei cittadini”.
Per Squarta una siffatta revisione normativa “permetterebbe un esercizio meno incerto e più efficace dell’azione dei tutori dell’ordine e, soprattutto, eviterebbe il rischio che a noi sembra molto reale di disincentivare e demotivare questi servitori dello Stato impegnati quotidianamente nella tutela e salvaguardia del corretto vivere sociale”. 

Il deputato e assessore comuale di Perugia, Emanuele Prisco, chiede al Governo "Più poteri e maggiori garanzie per le forze dell’ordine, che, facendo il proprio lavoro al servizio dello Stato e dei cittadini, si ritrovano ad essere loro stessi oggetto di provvedimenti giudiziari". E ancora: "L’augurio - viene detto in una nota - è che la magistratura possa rapidamente accertare i fatti restituendo piena dignità a coloro che si sono trovati a operare in situazioni estreme a servizio dello Stato e della legalità". Conclusione: "Mi aspetto - dichiara Prisco - che il governo prenda spunto da questo episodio per intervenire con provvedimenti di legge atti a tutelare le forze dell’ordine nello svolgimento delle proprie competenze".

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