Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Sondaggio Sole 24Ore , Bori e De Luca: "Tracollo di consensi per Tesei e Romizi". Campi: "E' un non-sondaggio, numeri buttati a casaccio"

In Umbria si sta consumando un piccolo terremoto politico che sta scuotendo in particolare Palazzo dei Priori e Palazzo Donini


Maledetti o benedetti. I sondaggi hanno cambiato volto alla politica di casa nostra ormai da almeno 25 anni. Benedetti quando vanno in direzione della propria parte lanciando magari la rincorsa verso le urne. Maledetti quando indicano un ribasso di popolarità che si teme poi diventare un ribasso anche di voti vitali. Chi dice di ignorarli, dice il falso perchè il sondaggio può anche influenzare gli indecisi o alimentare il numero degli scontenti. Ecco dunque che in Umbria si sta consumando un piccolo terremoto politico che sta scuotendo in particolare Palazzo dei Priori (il regno di Andrea Romizi) e Palazzo Donini dove governa dal novembre 2019 Donatella Tesei, prima governatrice di centrodestra. L'epicentro del sisma è il sondaggio del Sole 24 Ore che attribuisce -11 per cento di popolarità alla Presidente e al sindaco di Perugia. 

Quest'ultimo addirittura relegato al 90esimo posto della classifica nazionale dei primi cittadini. Ma quello che preoccupa di più è che Tesei e Romizi sono sotto il 50 per cento, ovvero l'ipotetica soglia del consenso per governare. I sondaggi non solo elezioni. Ovvio, ma come detto impongono una reazione, un cambiamento, una comunicazione in caso di trend negativo. Da sinistra si esulta e si riprende speranza dopo almeno 8 anni di sonore sconfitte. Ad aprire le danze è il capogruppo del Pd e segretario del partito, Tommaso Bori:  “Il tracollo di consenso che ha fatto registrare l’attuale Governatrice (- 11 punti percentuali) è tanto pesante quanto scontato, considerata la pessima gestione dell’emergenza sanitaria, economica e sociale. A nulla – commenta il capogruppo Dem - sono valsi i mille diversivi messi in atto in questi mesi, le informazioni tendenziose fatte circolare ad arte sulla base di presunti sondaggi e una comunicazione orientata ad anestetizzare un’informazione non sempre in grado di andare oltre l’apparenza”. 

Sul pezzo anche il capogruppo dei 5 Stelle Thomas De Luca: "Nessuno ha fatto peggio di lei in questo anno di governo. Una bocciatura sonora e devastante che deve suonare come un campanello d'allarme nelle stanze della maggioranza”. Nel dibattito sta facendo rumore il post del politologo umbro (di fama nazionale) Alessandro Campi che sui social ha contestato duramente la veridicità dei dati del sole 24 Ore: "Discuto (e contesto) la metodologia. Dalle note tecniche riportate dallo stesso giornale, sarebbero state realizzate 1000 interviste per Regione e 600 interviste per Comune (peraltro senza che si capisca bene come il campione sia stato costruito, secondo cioè quali criteri di stratificazione). Per chiunque abbia anche una minima esperienza nel campo della ricerca si tratta di una manifesta assurdità. Significherebbe aver realizzato decine di migliaia di interviste nell'arco delle dieci settimane indicate come periodo di svolgimento della rilevazione: costi proibitivi (parliamo di centinaia di migliaia di euro) e uno staff di rilevatori composto da almeno un migliaio di unità". 

Poi, dopo la spiegazione molto tecnica, scatta l'affondo di Campi: "Quello pubblicato dal 'Sole 24 ore' è un non-sondaggio, numeri cioè buttati a casaccio, sui quali magari si pretenderebbe che si aprisse una qualche discussione politica. Ma si possono discutere dati sui quali pesa il sospetto dell'inattendibità? So bene che si tratta di un'affermazione grave, ma mi sono attenuto alle note metodologiche illustrate dallo stesso giornale (e fornite, immagino, dalla società di rilevazione). A questo punto sarebbe utile un pubblico chiarimento, riguardo l'entità esatta della ricerca (e dunque riguardo il suo eventuale valore conoscitivo)". In molti non rilasciano dichiarazioni ufficiali ma in maggioranza sale la preoccupazione. Di certo va detto che se la Tesei e Romizi sono in calo... vuol dire che anche i singoli partiti dei centrodestra non stanno proprio benissimo. Ma da qui alla fine della legislatura ci sono ancora tre anni; un tempo giusto per dimostrare di avere un progetto e saperlo comunicare e attuare. 
 

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