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foto d'archivio

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Coronavirus lascia segni pesanti su fisico e mente: è la sindrome da Long Covid. "Quale piano per la riabilitazione"

Il capogruppo del Pd, Tommaso Bori, citando le ricerche sugli effetti postumi sui pazienti guariti, ha chiesto alla Giunta regionale che protocolli ha preso per la riabilitazione

I "morsi" del Covid lasciati addosso a numerosi pazienti, seppur guariti, possono richiedere un nuovo protocollo sanitario per ulteriori cure postume. La letteratura medica internazionale parla chiaramento di un lento ritorno alla normalità per molti tra coloro - anche giovani - sono stati ricoverati in Ospedale a causa del Covid. Ma non solo postumi fisici, anche gravi, ma aumento dei casi di depressioni. E in Umbria quali dati ci sono? Quali protocolli sanitari per una riabilitazione fisica completa? Lo hanno chiesto in via ufficiale sulla sindrome Long Covid sia il capogruppo Pd all’Assemblea legislativa, Tommaso Bori che tutti i capigruppo di opposizione  Thomas De Luca (M5S), Andrea Fora (Patto civico) e Vincenzo Bianconi (misto).

“La comunità scientifica - h spiegato Bori - ha evidenziato come il 30 per cento dei pazienti dichiarati guariti mostri condizione di compromissione respiratoria non condizionata dall’età dei pazienti, con la necessità di adeguate cure che rappresenteranno in futuro una nuova frontiera sanitaria da affrontare.  Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che gli esiti da Covd 19 possono incidere su numerose funzioni respiratorie, in particolar modo per i pazienti che hanno necessità di lunghi ricoveri. Ma qui l'importanta di attivare strutture, servizi e protocolli sanitari per arginare la sindrome da Long Covid". 

Gli approfondimenti svolti sui  pazienti post Covid convergono nel confermare che diversi di essi presentano una persistente insufficienza respiratoria cronica, esiti fibrotici e bolle distrofiche, rendendo dunque necessario un attento follow-up e il loro inserimento in adeguati programmi di riabilitazione polmonare. A seguito di tali accertamenti è emerso che alcuni pazienti negativizzati al virus, che hanno avuto un decorso più grave della malattia, a causa dei problemi riscontrabili dopo la fase acuta possono avere bisogno addirittura di somministrazione cronica di ossigeno a domicilio o terapie farmacologiche specifiche. Oltre ai sintomi respiratori un aspetto da non sottovalutare sono la depressione e, in generale, i risvolti psicologici della malattia. "Il ritorno alla vita di tutti i giorni può essere un’impresa ardua, per questo è necessario porre l’accento sull’assistenza psicologica fornita ai pazienti”: ha concluso il capogruppo del Pd. 

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