Sindaci in Trincea| Roberta Di Simone (Valfabbrica): "Andrà tutto bene? Prima la salute, poi il futuro... ma sarà dura"

Quarta puntata della nostra rubrica sindaci in trincea ai tempi del coronavirus. Andiamo a conoscere il primo cittadino di Valfabbrica, Roberta Di Simone, al suo primo mandato, una libera professionista molto apprezzata, una donna e una mamma

Quarta puntata della nostra rubrica sindaci in trincea ai tempi del coronavirus. Andiamo a conoscere il primo cittadino di Valfabbrica, Roberta Di Simone, al suo primo mandato, una libera professionista molto apprezzata, una donna e una mamma. Buona Lettura.

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Nel momento più buio della storia del paese, e quindi dell'umbria, lei è in prima linea non solo per la sua famiglia ma per una famiglia più grande: la comunità di Valfabbrica. quanto pesa ai tempi del coronavirus quella fascia conquistata nelle urne? E soprattutto come è cambiata la sua vita?
"Come tutti non avrei mai pensato di di vivere una "guerra " cosi' silenziosa ed insidiosa che ci colpisce nei nostri affetti più cari, nel nostro lavoro e soprattutto non ci fa più "respirare" nel significato più esteso di questa parola. Oggi io sono il capofamiglia di una comunità e mi trovo in prima linea per sostenere, aiutare e portare avanti comunque una grande famiglia con un alto senso di responsabilita che mi sono assunta dal momento della mia elezione. Tutto questo ha cambiato sicuramente la mia vita come quella di tutti ma non devo perdere la determinazione come tutti coloro che oggi sono chiamati a combattere questa guerra, e' una grande prova".

Lasciando da parte il sindaco, parlando alla donna e mamma , quali sono quelle preoccupazione che tormentano i suoi sonni? "La donna sempre consapevole del suo ruolo ancora di più oggi è il traino della famiglia, di questo duro percorso che i nostri figli devono affrontare e la mamma deve far capire e tranquillizzare. Io essendo impegnata anche nel campo professionale ho assegnato in casa dei compiti e tutti si rendono utili, ma la notte si dorme poco e si riposa male perchè tante sono le preoccupazioni e sono svaniti i sogni perchè questo virus ci sta facendo vivere una vita inverosimile a tutti i livelli".

Si parla di medici, di infermieri, di forze dell'ordine, considerati a giusta ragione degli angeli, ma mai come in questo periodo storico in prima linea ci sono i piccoli sindaci: cosa le chiedono i cittadini? E cosa chiede lei alla sua comunità in questo momento difficile?  "I sindaci ancora una volta sono chiamati ad affrontare nel nostro ruolo tante difficoltà con i pochissimi mezzi di cui disponiamo e con strutture comunali ridotte al minimo e convertite all'emergenza.  I miei concittadini chiedono informazioni, cercano di trovare attraverso le mie parole più certezze possibili come se io fossi la mamma di tanti figli. Io li ringrazio moltissimo per le testimonianze di stima e di affetto che in questo periodo mi stanno inviando e chiedo loro di non mollare, di essere forti ora ed avere tanto coraggio per affrontare il futuro con sacrificio e serenita' allo stesso modo per dimostrare a noi stessi di essere una comunita' pronta a risollevarsi. li ringrazio per l'impegno e lo spirito di abdicazione con il quale stanno rispettando tutte le regole che ci sono state dettate e soprattutto a chi e' colpito dal virus va il mio pensiero di affettuosa vicinanza.

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Lo slogan #andratutto bene, ma da un punto di vista economico piccole comunità come valfabbrica , come tante altre città umbre, sopravviveranno allo tsunami dopo la violenta scossa sismica rappresentata dal coronavirus? "La mia preoccupazione più grande è la salute di tutta la mia comunità ma allo stesso tempo mi proietto al futuro e dire che andrà tutto bene è uno slogan di opportunismo perche' ci aspettano tempi durissimi come in un "dopoguerra". la nostra comunità ha un indotto importante  con il turismo e quindi capite che essendo questa una guerra mondiale, l'economia del turismo avrà grandissime difficoltà a ripartire. la politica regionale ed il governo dovranno già da ora pensare ad interventi puntuali e sostanziosi tali da metterci in condizione di ripartire dalle famiglie agli indotti lavorativi. noi nel nostro piccolo faremo tutto quello che ci sarà possibile per aiutare  economicamente i nostri cittadini e le attività". 
 

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