Sindaci in Trincea | Giacomo Chiodini: "Mi aggrappo alla mia famiglia nei momenti difficili. Autorevoli sì, ma con fare fraterno"

Dopo il sindaco di Passignano, abbiamo intervistato anche il primo cittadino di Magione per valorizzarne il lato umano, le paure, il lavoro 24 ore su 24. "Tolleranza zero verso coloro che durante i controlli minacciano le forze dell'ordine"

Giacomo Chiodini, sindaco di Magione, è in prima linea come tutti i suoi colleghi. Tutti i giorni informa i cittadini sull'emergenza coronavirus, insieme alla Polizia Municipale e ai Carabinieri cerca di far capire quanto sia importante rispettare le regole per non far crescere il contagio in città e nel resto del Paese. Il suo telefono è sempre acceso. I cittadini, imprenditori e artigiani si rivolgono a lui per avere notizie, capire come andrà a finire e quale sostegni sono in arrivo per continuare a lavorare e continuare a sperare in un futuro diverso. Giacomo è anche un giovane padre di due bambini e anche per loro deve lottare e proteggere. Ecco cosa vuol dire essere sindaco in piena emergenza coronavirus, una emergenza così drammatica che è stata paragonata ad una guerra. Buona lettura . 

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giacomo-chiodini-2-2Nel momento più buio della storia del Paese, e quindi anche dell'Umbria, lei si trova in prima linea come sindaco di una comunità importante come Magione. Lei è uno dei punti di riferimento più importanti per i cittadini e deve essere a disposizione 24 ore su 24. Ma chi le sta vicino e a chi si aggrappa, per farsi forza, il sindaco Chiodini che è pur sempre un uomo?
Certamente alla mia famiglia, anche se al momento abbiamo preferito separarci un po' a scopo prudenziale. Tornerò a casa in settimana. Nessun problema di salute, ma la certezza che nelle prime settimane di marzo nel ruolo di sindaco ero stato poco attento in termini di contatti e di protezione personale. Sono invece ormai diversi giorni che sono molto meticoloso e quindi credo di non creare problemi nel tornare a casa da mia moglie, dai miei due  figli e da gli altri parenti che in genere frequentiamo. Mi aggrappo molto anche agli assessori e ai responsabili comunali. Ho la fortuna di avere una giunta di grande qualità e una macchina amministrativa efficiente. Inoltre sono imprescindibili in queste giornate i volontari della Misericordia di Magione, un ottimo presidio di protezione civile che tutta la regione ci invidia. 

Lasciando da parte il sindaco, parlando all'uomo, al padre, quali sono quelle preoccupazione che tormentano i suoi sonni?  
Credo come tutti il potenziale contagio, sono diversi i sindaci che si sono ammalati...

Si parla di medici, di infermieri, di forze dell'ordine, considerati a giusta ragione degli angeli, ma mai come in questo periodo storico in prima linea ci sono i piccoli sindaci: cosa le chiedono i cittadini di Magione?
C'è molto stress emotivo tra le persone. Dobbiamo immaginare che lo stare in casa per alcuni di loro è un sacrificio anche dal punto di vista psicologico. E' per questo che si deve essere fermi ma umani. Comportarsi con autorevolezza e decisione, ma provare a mantenere un profilo sempre umano e fraterno. Un lavoro che in questo momento fanno i sindaci, ma che svolgono soprattuto i medici di famiglia. 

Sul fronte dei controlli: ritiene che il Governo ha dato i giusti strumenti oppure no? 
Chi naviga in tempesta non può non fare errori. Ma complessivamente il Governo si è mosso bene, anche in considerazione di quello che stanno facendo i governi degli altri stati.

polizia-municipale-2E quali sono gli episodi che le hanno provocato più rabbia?
E' accaduto che alcuni di fronte ad un controllo della Polizia municipale abbia alzato la voce e quasi aggredito gli agenti. E' triste che chi svolge un lavoro pericoloso come quello di fermare persone sulla strada venga anche minacciato o sbeffeggiato. Su questo non esiste tolleranza. Le forze dell'ordine stanno facendo un lavoro egregio e esemplare: meritano collaborazione e rispetto. 

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Lo slogan #andratutto bene, ma da un punto di vista economico piccole comunità come Magione, come tante altre città umbre, sopravviveranno allo tsuanmi dopo la violenta scossa sismica rappresentata dal coronavirus? Io cerco sempre di trovare un equilibrio tra pessimismo della ragione e ottimismo della volontà. Il risultato finale di questa alchimia, nel mio modo di sentire, mi dice che "sì", ce la faremo e ne usciremo più forti e uniti.

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