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Perugia, il nuovo prefetto: "I soldi anti crisi nelle mire della criminalità, sforzi da moltiplicare"

Armando Gradone si è insediato: "I sindaci sono il pilastro della nostra democrazia, insieme possiamo dare risposte alle domande di questa terra"

"Sono qui per ascoltare le domande di questa terra. E insieme dobbiamo dare riposte". Queste le parole di Armando Gradone, nuovo prefetto di Perugia (nella foto è con il sindaco Andrea Romizi), dopo il suo insediamento. Una frase in cui si può individuare lo stile che vuole caratterizzare la sua azione: "In Umbria non ci sono organizzazioni criminali radicate, ma questo non significa che la regione non sia terreno fertile per i loro investimenti, anche se ci sono armi per contrastare. Continuerà a essere alta l’attenzione su imprese, aziende, appalti e cantieri che solo nell’ultimo anno ha fatto registrare circa 1.000 controlli antimafia delle Forze dell’ordine".

Sono parole che infondono fiducia quelle del prefetto Gradone, che individua nella continuità con il lavoro di chi lo ha preceduto e nel suo potenziamento, i cardini della sua azione. Un lavoro "che spero di moltiplicare ulteriormente" ha proseguito "perché ci sono tanti strumenti da utilizzare, a partire dagli interventi sempre più nuovi e incisivi delle Forze dell'ordine. Gli interessi mafiosi possono trovare qui forme di affari e quindi bisogna fare di tutto perché le mire di questi soggetti stiano lontane da queste terre, anche e soprattutto in vista dei soldi anti crisi che sono in arrivo".

"In Umbria - ha aggiunto il prefetto - si sono consolidate esperienze di collaborazione che consentono di ricevere tempestivamente segnali di pericolo. Questo territorio ha le risorse per crescere ancora". Risorse, crescita e lavoro sono i termini usati da Gradone, che guarda ai giovani e alle loro occasioni ma anche a imprese, mondo accademico, e organizzazioni sindacali che presto incontrerà. Non dimentica in questa elencazione il ruolo fondamentale svolto dagli amministratori locali durante l'emergenza Covid-19: "I sindaci sono il pilastro del nostro sistema democratico. Mi piace essere al loro fianco, assistere ai consigli comunali perché così si favorisce la coesione tra le istituzioni. L'emergenza coronavirus ha dimostrato quanto sia importante il ruolo delle istituzioni quando lavoriamo insieme".

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