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L'allarme: "La Regione Umbria sottovaluta la siccità: serve lo stato di calamità"

L'assessore Cecchini: "Non c'è emergenza". La Lega Nord: "Agricoltori in ginocchio, lo Stato ci aiuti"

Qui non piove e le previsioni sono pessime. Almeno per gli agricoltori dell'Umbria. “L'assessore Fernanda Cecchini sottovaluta il problema siccità, la invito a recarsi di persona presso i campi degli agricoltori umbri e controllare con i propri occhi come, per alcune culture tipo orzo, favino, grano e ortaggi, si prevedono raccolti inferiori del 50-60% rispetto agli anni precedenti”.

Così il capogruppo Lega Nord Umbria, Emanuele Fiorini, se la prende con l'assessore e chiede alla Giunta di attivarsi presso il Governo nazionale e richiedere immediatamente lo stato di calamità naturale “come hanno già fatto altre regioni tipo Emilia Romagna e Toscana. L'ondata di caldo che ha colpito l'Umbria - spiega Fiorini – ha causato gravissimi danni alle coltivazioni e agli allevamenti (per quanto riguarda il foraggio) e se il clima continuerà a non concedere tregue, allora potrebbe esserci il serio rischio di compromissione dell'intera produzione delle culture di girasole, mais e sorgo.  Il riconoscimento dello stato di "calamità naturale" – prosegue Fiorini – consentirebbe un sostegno economico per tutti coloro che dopo il gelo improvviso di aprile si sono trovati a fare i conti con un altro improvviso sbalzo di temperature, questa volta verso il rosso e ad una carenza di piogge che ha messo a rischio le produzioni nella nostra regione".


Per l'assessore, però, l'emergenza non c'è: “In Umbria non siamo all’emergenza idrica, ma la siccità di questi ultimi mesi sta indebolendo i deflussi dei fiumi, i livelli di invasi, falde e sorgenti. Dobbiamo perciò mettere in atto una strategia comune per evitare che con l’ulteriore protrarsi della carenza di piogge la situazione peggiori. Un obiettivo al quale devono concorrere gestori del servizio idrico integrato, cittadini, imprese agricole nella consapevolezza che l’acqua è un bene di tutti e, come il sangue, è irriproducibile e pertanto va usata correttamente e va salvaguardata”. Parole dell'assessore Fernanda Cecchini, al termine della riunione che si è svolta oggi nella sede dell’Assessorato regionale, convocata per una valutazione dell’impatto sulla distribuzione idrica legata al servizio idropotabile e all’irrigazione della scarsità di piogge che da gennaio interessa tutto il territorio regionale. Insomma, chi ha ragione? E intanto non piove.


 

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