Sede della Lega vandalizzata, la solidarietà del Pd (con polemica): "Sedi di partito presidio di democrazia"

Il capogruppo del Pd in consiglio regionale Bori: "Esprimiamo oggi una solidarietà che in passato non abbiamo mai ricevuto dai nostri avversari"

Solidarietà con polemica per la vetrina imbrattata della nuova sede della Lega appena inaugurata da Matteo Salvini. "Siamo fermamente convinti che le sedi di partito, di tutti i partiti, siano luoghi di discussione e presidi di democrazia. Per questo, come capogruppo, voglio esprimere a nome di tutto il Gruppo Pd Umbria una netta condanna per l’atto vandalico e provocatorio che questa mattina ha macchiato la nuova sede della Lega nel quartiere di Fontivegge a Perugia", scrive su Facebook il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Tommaso Bori. 

Perugia, sede della Lega a Fontivegge vandalizzata. Salvini: "Penosi"

Ma non è finita qui, perché arriva la parte della polemica (tutta politica): "Esprimiamo oggi una solidarietà che in passato non abbiamo mai ricevuto dai nostri avversari - prosegue Bori - , a fronte dei numerosi e ripetuti atti vandalici che hanno colpito le nostre sedi e i nostri circoli". E ancora: "Ma non solo: i leghisti, con affermazioni che lasciano veramente sgomenti, hanno da subito individuato nei “democratici” e nella “sinistra” i responsabili di questo gesto. Dichiarazioni e accuse gravissime, che alimentano pubblicamente un clima d’odio senza alcuna responsabilità politica e istituzionale". 

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Di nuovo Bori, ma stavolta dritto verso Matteo Salvini: "Prendiamo atto di come ormai la Lega in Umbria segua fedelmente le orme del suo leader nazionale, sostituendosi alla Giustizia ed esponendo anche in Umbria alla gogna mediatica i colpevoli, i nemici di turno. Noi crediamo in un’idea molto diversa di politica, una politica democratica, fatta di confronto e rispetto, libera da odio, insulti e squadrismo verbale. Ci teniamo a ricordarlo ai leghisti proprio oggi, a distanza di un anno da quel 7 Agosto in cui il loro leader, a suon di fin troppi mojito, invocava dalle spiagge del Papeete i pieni poteri".

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