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Sciopero nazionale, in piazza per il lavoro: "L'Umbria non vuole morire"

L'adesione dei lavoratori toccherebbe quota 70 per cento. Molti anche i pensionati presenti al corteo dopo l'allarme conti dell'Inps che mettono in discussione gli assegni. Dalla Merloni alla Carbon chiedono di tornare a lavorare

I lavoratori e i sindacati sono scesi di nuovo in piazza nel giorno dello sciopero nazionale di otto ore che sta raccogliendo molte adesioni anche in Umbria. A Perugia è partito il corteo che ha visto la presenza anche del segretario nazionale della Uil, Luigi Angeletti, che ha fatto il punto in Piazza della Repubblica sulla lotta alla Legge di Stabilità del Governo Letta.  

Sindacati e lavoratori "chiedono il lavoro prima di tutto e di tassare i grandi patrimoni per mantenere welfare e rilanciare le politiche per l'occupazione". Molte le bandiere di tutte e tre le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). In corteo, gli striscioni che rappresentano molte delle vertenze aperte in Umbria: dalla Merloni alla Piselli per arrivare alle grandi aziende chimiche e dell'acciaierie di Terni.  Fermi bus e treni: ecco le fasce garantite per gli utenti.

LA PROTESTA - "Lo stato sociale è morto". E' uno dei cartelli che campeggiano in testa al corteo dei sindacati partito da piazza Partigiani, a Perugia, per lo sciopero proclamato contro la legge di stabilità e per lanciare una "vertenza Umbria" che risponda alle oltre 160 crisi aziendali della regione. I lavoratori, circa un migliaio, hanno scelto il leit motiv del funerale con mazzetti di crisantemi e una bara in cartone.

ANGELETTI SULLE PENSIONI - "Non ci sono rischi dal punto di vista del pagamento delle pensioni, come ha detto anche Mastrapasqua". Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, a margine della manifestazione dei sindacati in occasione dello sciopero generale, in corso a Perugia. "Pero' - ha aggiunto - esiste un problema: che lo Stato ha trasferito l'Inpdap all'Inps e non ha pagato i contributi per otto miliardi di euro e, quindi, ha creato un buco che non vorremmo che qualcuno in Parlamento pensasse debba essere sanato con i contributi dei lavoratori privati". Per Angeletti la legge di stabilita' "non fa nulla per creare una prospettiva positiva soprattutto per l'occupazione, che oggi si può fare solo fronteggiando la crisi industriale e riducendo le tasse sul lavoro".

LA CRISI IN UMBRIA - Il leader della Uil si è poi soffermato sulla situazione umbra. "La crisi industriale di questa regione - ha detto - è preoccupante. Si stanno distruggendo le basi materiali per la creazione di lavoro, cioe' le imprese - ha concluso Angeletti -, a una velocità impressionante".

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