Scandalo Università per Stranieri, sindaco e Giunta in campo: "Subito nuovi vertici e il Ministero intervenga"

La procura di Perugia contesta i seguenti reati: rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici

"Dolore e preoccupazione": sono le due parole che risaltano nella presa di posizione ufficiale dell'amministrazione comunale di Perugia, diretta dal sidaco Andrea Romizi, a riguardo della bruttissima inchiesta sull'esame con aiutino (presunto fino a prova contraria) per il passaporto italiano al campione di calcio Suarez di tutti i vertici dell'Università per Stranieri: del rettore Giuliana Greco Bolli, del direttore generale Simone Olivieri, della professoressa Stefania Pinna componente della commissione “Celi Immigrati”, del professore Lorenzo Rocca, tutti dell’Università per stranieri di Perugia, per i reati di rivelazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e plurime falsità ideologiche in atti pubblici. 

Quel dolore e preoccupazione non sono parole di circostanza, classico politichese, ma sono accompagnate ad una richiesta ufficiale che schiera l'amministrazione comunale che è consapevole dello tsunami che sta travolgendo l'istituzione perugina: "I provvedimenti più recenti, con l’adozione di misure interdittive nei confronti dei vertici dell’Ateneo, rendono ancora più urgente la necessità di un avvicendamento nella governance universitaria, al netto delle singole vicende processuali che avranno modi e tempi di chiarimento nelle sedi deputate". Un cambio quanto prima a livello di dirigenza con tanto di appello al Ministero ad entrare nella partita per far ripartire l'Università per Stranieri: "Stante l’attuale condizione, pur nel rispetto doveroso dell’autonomia dell’Ateneo, riteniamo auspicabile un coinvolgimento del Ministero dell’Università per i necessari passaggi richiesti dalla situazione".

LE INDAGINI
Gli accertamenti investigativi hanno anche consentito di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per "accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento" si legge in una nota del procuratore Cantone.

Il giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari avendo rilevato "il concreto ed attuale rischio che gli indagati, se non sottoposti ad idonea cautela, ripropongano condotte delittuose analoghe a quelle per le quali si procede, avendo mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento".

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