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Umbria, via al confronto Regione-sindacati sul Piano Socio Sanitario: "Scopi condivisi"

Da Palazzo Donini definiscono come "proficuo e costruttivo" l'incontro con i segretari di Cgil, Cisl e Uil che dicono: "Ora va verificata la capacità di tradurre gli impegni in atti concreti"

Regione Umbria e sindacati via, al confronto sulla Sanità. Nella mattina di oggi (giovedì 8 luglio) infatti la 'governatricei Donatella Tesei - insieme l’assessore alla Sanità Luca Coletto, al direttore regionale Massimo Braganti e al Capo di Gabinetto Federico Ricci - ha incontrato a Palazzo Donini i segretari regionali di Cgil (Gianni Fiorucci), Cisl (Angelo Manzotti) e Uil (Claudio Bendini) a seguito della richiesta, da parte degli stessi sindacati, di un approfondimento dei temi legati al bilancio sanitario e delle sue ripercussioni sul redigendo Piano Socio Sanitario umbro.

"L’incontro è stato definito proficuo e costruttivo - si legge in una nota della Regione - e ha portato sia ad approfondire le cause storiche del disequilibrio strutturale del bilancio della Sanità, sia a presentare quelle che sono le soluzioni che la Regione ha individuato, tanto immediate quanto di prospettiva. È stata inoltre condivisa quella che sarà la strada da percorrere in merito al Piano Socio Sanitario allo scopo di arrivare ad una proposta che sia partecipata e condivisa e che tra le varie azioni consenta di ottenere al contempo il massimo ed efficiente servizio pubblico al cittadino e la sostenibilità dei conti".

Un'apertura al dialogo accolta con favore dai sindacati: "Potenziare il sistema di sanità pubblica, coinvolgendo realmente nella programmazione e qiundi nella stesura del nuovo piano sanitario, lavoratrici e lavoratori della sanità attraverso le loro rappresentanze: è questo il messaggio consegnato oggi - spiegano i segretari regionali delle tre sigle sindacali. Dopo aver analizzato i bilanci passati del sistema sanitario umbro ed il prossimo bilancio ancora in fase di elaborazione, abbiamo preteso ed ottenuto la disponibilità a recuperare il confronto che finora non c’è stato, per discutere del prossimo piano sanitario regionale - spiegano i tre segretari -. In merito, valutiamo positivamente l’apertura del confronto, come prima risposta alle mobilitazioni che abbiamo messo in campo nei mesi scorsi. Ma va ancora verificata la capacità di tradurre gli impegni in atti concreti”.

Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la "necessità di affrontare le criticità del sistema, in particolare l’aumento della mobilità passiva (molti umbri scelgono di curarsi fuori) e i livelli di qualità dei servizi, questioni strettamente legate. Bisogna aumentare la qualità delle prestazioni per i cittadini - continuano Fiorucci, Manzotti e Bendini -, agendo sui livelli di efficienza nella spesa, ma soprattutto potenziando le professionalità del personale sanitario e le tecnologie a disposizione, per tornare a rendere attrattivo e efficiente il sistema sanitario umbro. Questo salto di qualità sarà possibile solo se si punterà al rafforzamento della sanità territoriale, che da una parte permette di sollevare i presidi di emergenza urgenza dagli eccessivi carichi e dall’altra di rendere coerente il sistema con le caratteristiche territoriali della nostra regione”.

I sindacati puntano inoltre a un maggiore coinvolgimento del personale sanitario e i rappresentanti sindacali per realizzare una vera riforma sanitaria: "Siamo disponibili al confronto affrontando temi come la riqualificazione della spesa e degli investimenti, eliminando dispersioni e inefficienze e incidendo sull’eccessivo costo della spesa farmacologica, salvaguardando al contempo la risposta terapeutica e i servizi pubblici erogati al cittadino - affermano ancora i tre segretari -. Abbiamo anche affrontato il tema degli appalti e di una maggiore attenzione all’applicazione delle clausole sociali e dei contratti nazionali, evitando che il massimo ribasso possa schiacciare la qualità ed i diritti dei lavoratori, ottenendo su questo punto l’impegno ad un prossimo incontro risolutivo. Ora attendiamo una prossima convocazione per entrare nel merito delle scelte del piano sanitario regionale, sul quale le nostre confederazioni continueranno a non far mancare e proposte e se necessario azioni di lotta”.

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