Sanità, Marini risponde a Monti: "No a privatizzazione del nostro sistema"

La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini dopo le dichiarazioni del premier, Mario Monti, ribadisce la contrarietà alla privatizzazione del sistema 'sanità'

La presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini, dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Mario Monti, ribadisce la contrarietà alla privatizzazione del sistema sanitario: "I tagli fatti alla sanità a partire dal 2011 ammontano ad oltre 30 miliardi di Euro e vedono questo settore al primo posto fra quelli del comparto pubblico ad aver contribuito al contenimento della spesa pubblica”.

Marini, già nella giornata di martedì, aveva definito “preoccupanti” le dichiarazioni del primo ministro e ora sottolinea come “il recente rapporto sulla spesa pubblica elaborato dal Ministero dell'economia riconosce che l'incremento della spesa sanitaria è stata addirittura inferiore al tasso di inflazione, a differenza di quanto si è registrato negli altri comparti pubblici”.

E' un fallimento- “Le dichiarazioni del Presidente Monti, dunque – sostiene la presidente - sono un'ammissione del fallimento della politica dei tagli lineari applicati selvaggiamente negli ultimi due anni che, se da un lato stanno creando forti criticità alla regolare erogazione del l'assistenza, dall'altra hanno spinto la sanità pubblica in un vicolo cieco senza vie di uscita”.

Nessuna programmazione finanziaria- Per la presidente umbra “si tratta di un atteggiamento che evidenzia una continuità nelle scelte tutte in capo alla responsabilità del Ministero delle finanze che dimostra di non avere alcuna cultura di programmazione e di difesa del servizio sanitario.

La sanità nazionale grava sui cittadini- Tutto ciò – prosegue la Marini - si è già tradotto in una situazione per cui il costo complessivo del servizio sanitario nazionale grava per il 25 per cento sui cittadini, chiamati a pagare il servizio due volte: prima attraverso la tassazione irpef, poi con i ticket. Ed ora si vorrebbe aggiungere, sempre a carico dei cittadini, un terzo costo attraverso le assicurazioni integrative. Un sistema inaccettabile che vedrebbe odiose discriminazioni e garantirebbe il diritto alla salute proporzionalmente alla capacità delle carte di credito dei cittadini”.

“Le Regioni – aggiunge la presidente - rivendicano di aver offerto in questi anni il loro leale contributo per superare le difficoltà provocate dalla grave crisi economica, proponendo soluzioni concrete alla razionalizzazione dei costi. La risposta è stata una politica di accentramento delle decisioni che vanificando il percorso intrapreso sul finanziamento secondo il modello dei costi standard, che rappresentava la soluzione opposta a quella dei tagli lineari e aveva visto le Regioni unanimi nell'assumersi la piena responsabilità del superamento della copertura della spesa storica”.

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Obbiettivo privatizzazione? "E' legittimo il sospetto – conclude la presidente Marini - che le politiche di questi anni avessero l'obiettivo nascosto, ma non troppo, di aprire alla privatizzazione del sistema! Per quanto mi riguarda mi sento fortemente impegnata nella difesa della natura pubblica e universalistica del SSN, sapendo di interpretare anche il sentimento degli operatori della sanità pubblica, i malati, i cittadini che credono nella qualità e nell'equità del nostro servizio sanitario”.




 

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