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Prestazioni ed efficacia sanitaria, l'Umbria entra nel quartetto dell'eccellenza nazionale

Soddisfazione della Lega in consiglio regionale: "Smentite le strumentalizzazioni dell'opposizione"

L’Umbria si piazza al quarto posto nella speciale classifica dell’efficacia sanitaria.

La graduatoria è stata stilata da Demoskopika, istituto che opera nel campo della ricerca economica e sociale, e piazza la regione, con un punteggio di 105,5 punti, tra i migliori sistema sanitari nazionali, appena al di sotto della medaglia di bronzo, per efficacia nei servizi e nelle prestazioni sanitarie (analisi, visite ordinarie e specialistiche, operazioni e interventi, degenza e cura).

Secondo la ricerca, quindi, l’Umbria entra nella fascia di eccellenza delle prestazioni sanitarie, con i cittadini che hanno dichiarato almeno un ricovero, nei tre mesi precedenti l’intervista, di avere un livello medio di soddisfazione per vari aspetti dell’offerta ospedaliera e si conferma come attrattore di pazienti da altre regioni.

Lo studio di Demoskopika utilizza la speranza di vita, data dal numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere al momento della sua nascita, quale indicatore per misurare l’efficacia dei sistemi sanitari regionali: più alta è la speranza di vita in una regione, maggiore è il contributo al miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini prodotto anche dall’erogazione dei servizi sanitari in quel determinato territorio. In questo caso l’Umbria è terza, con un speranza di vita di 84,1 anni.

Il gruppo regionale della Lega esprime “soddisfazione per i dati emersi”, in netto contrasto con “gli allarmismi ingiustificati e le continue strumentalizzazioni della sinistra circa lo stato di salute della sanità umbra”; come “ l’allarme ‘pazienti Covid nei corridoi dell’ospedale di Terni’ per poi, una volta smentito dalla stessa Azienda ospedaliera, ritrattare con un patetico ‘errore di battitura’ nel comunicato stampa”

I consiglieri del Carroccio ricordano il lavoro di “personale sanitario, medici, infermieri” di “tutti coloro che nel periodo di pandemia hanno lavorato e, ancora oggi, stanno lavorando in prima linea sia per contrastare il diffondersi del virus, sia per continuare ad offrire ai cittadini un servizio sanitario quanto più efficace e capillare possibile”, all’interno di “un sistema sanitario già fortemente stressato dall’annosa carenza di strutture e personale e dalle politiche sconsiderate della sinistra sfociate nell’indagine giudiziaria di Concorsopoli”.

A questo risultato, secondo i consiglieri leghisti, si è giunti grazie al lavoro “di riorganizzazione ed efficientamento della sanità umbra” svolto dall’assessore Luca Coletto e dalla task force regionale che ha portato a “rafforzare il ruolo di pianificazione e di coordinamento della struttura regionale, in modo da valorizzare le molteplici competenze presenti nel sistema sanitario, garantendo al contempo l’uniformità dell’assistenza”.

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