San Bevignate e lo studentato della vergogna, il Pd attacca Barelli: "Dal Comune solo parole"

La storia infinita dello studentato Adisu sfocia in ressa politica: "Servono atti ufficiali, spettano a Comune e Università". Il vicesindaco di Perugia contro la Regione: "Chi paga la penale?"

Che si fa? Il cerino balla, si consuma e passa di mano in mano. Lo studentato a San Bevignate, che nessuno vuole più, resta comunque lì, nel cuore della ressa politica. Tutti contro tutti, ma nessuno  - tra Comune, Università, Regione, Adisu, Soprintendenza - che metta la parola fine alla storia infinita. Perché il Tar dell'Umbria ha accolto il ricorso dell'Adisu contro il no della Soprintendenza e ha riaperto i giochi. E le danze.

Quindi si va avanti col ballo del cerino e le penali da pagare in caso di chiusura del cantiere. I consiglieri comunali del Partito Democratico contro il vicesindaco Barelli. Il vicesindaco Barelli contro l'Adisu. L'Adisu contro la Soprintendenza. L'assessore regionale Antonio Bartolini contro il Comune di Perugia. Il vicesindaco Barelli contro l'assessore Bartolini. Bene, ma non benissimo. 

Esempio numero uno: il Pd di Perugia carica a testa bassa sul vicesindaco Barelli e sul Comune di Perugia dopo l'annuncio del ricorso al Consiglio di Stato: "Riteniamo che Urbano Barelli, con il suo totale e colpevole immobilismo, abbia una pesante responsabilità sulla mancata soluzione del problema: sperando di trovare scorciatoie legali con cavilli e ricorsi invece di utilizzare gli atti amministrativi che la legge mette a disposizione del Comune, ha fatto solo perdere e passare del tempo. È il caso di ricordare che le concessioni edilizie sono in capo al Comune di Perugia, e che se Barelli, il Sindaco Romizi o la Giunta ritenessero di revocarle, è nelle loro facoltà farlo". Poi la difesa (quasi d'ufficio) dell'Adisu, definito "ente strumentale al raggiungimento di obiettivi prestabiliti, ossia è mero esecutore, e non pianificatore". E anche della Regione (ovviamente): "Crediamo sia profondamente scorretto scaricare le responsabilità sulle spalle della Regione, che sul nuovo studentato di Monteluce ha investito ben dieci milioni di euro, accogliendo le richieste delle due Università e dello stesso Comune di Perugia". 

In sintesi. Dal Pd attaccano Barelli e pure l'Università: "Le decisioni, in ultima analisi, fanno capo soltanto a due soggetti: il Comune di Perugia e l’Università degli Studi. È a questi soggetti che spetta con urgenza di chiarire la situazione attraverso atti ufficiali e non tramite comunicati stampa, dibattiti improvvisati o ricorsi volti solo a procrastinare i tempi, dal momento che, come certificato dal Tar, il procedimento è in sé legittimo e regolare". Quindi, a volerla mettere in soldoni: "E' arrivato il momento per il Sindaco Romizi e la sua maggioranza ormai a fine mandato di prendersi la responsabilità di approvare la variante al piano regolatore che sancisca una volta per tutte la totale inedificabilità dell’area prospiciente il complesso monumentale di San Bevignate". 

E torniamo al punto: chi paga la penale? L'avvocato e vicesindaco Urbano Barelli affida a Facebook due righe di risposta all'assessore regionale Antonio Bartolini: "Nessuno vuole più lo studentato di San Bevignate, a quanto pare nemmeno la Regione Umbria. Ma a chi spetta fermalo? È evidente, a chi lo ha avviato e poi gestito con i noti problemi e con i danni che ne sono derivati, cioè Adisu. Che non è figlia di nessuno, ma è ente strumentale della Regione Umbria. La stessa Regione che deve decidere cosa fare e, visti i danni, non decide. Per questo motivo il professor Luca Ferrucci si è dimesso da amministratore Adisu. Non spetta al Comune di Perugia chiudere la vicenda e farsi carico dei danni. Danni che intanto aumentano e che qualcuno dovrà pagare, prima o poi".

L'estate sta finendo, ma tranquilli: il ballo del cerino è un tormentone per tutte le stagioni.

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