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Ancora sospetti a Palazzo dei Priori: grillini sparano a zero su gettoni e mancata "diretta" in aula


Trasparenza e gettoni: ancora una volta il movimento 5 stelle, attraverso il capogruppo Cristina Rosetti, torna a battere su questi argomenti puntando anche il dito sui vari consiglieri che per pochi minuti in commissione ottengono lo stesso il gettone pieno. 

Zero telecamere accese in aula per le commissioni -  Il Consiglio Comunale ha bocciata, con voto contrario della maggioranza la proposta di modifica del Regolamento del Consiglio Comunale del M5S, che prevedeva di rendere pubbliche con mezzi audiovisivi (streaming, registrazioni audio) e la pubblicazione degli atti proposti le sedute delle commissioni, così come avviene in consiglio. 

"E le ragioni sono chiare - l'attacco della Rosetti - i consiglieri di maggioranza non vogliono essere visti all’opera dai cittadini, così come detto chiaramente dal Consigliere Cenci, in consiglio comunale, e non vogliono che le registrazioni circolino tra il pubblico, sapendo benissimo che la mattina quasi tutti lavorano e difficilmente possono partecipare alle sedute delle commissioni, che diventano quasi segrete". 

IL GETTONE DELLA PASTORELLI - Dai lavori in streaming ai pochi minuti di lavoro in commissione per ottenere lo stesso il gettone di presenza. La Rosetti cita la consigliere Pastorelli: "In Quarta Commissione, un consigliere di Fratelli d’Italia, Clara Pastorelli, si presentava in commissione alle 11 circa (la commissione era prevista per le 10) per la presentazione di un proprio ordine del giorno, che il Presidente Felicioni, in apertura di commissione, aveva già dichiarato che la proponente avrebbe trasformato in interrogazione, in quanto l’atto risultava ritirato. Ma la Consigliera in questione entrata ed apposta la firma sul foglio presenze, abbandonava subito la commissione. La Commissione, nel frattempo, esauriti gli altri punti all’ordine del giorno, passava al punto della Consigliera Pastorelli, ma la stessa non era presente. Dopo una breve attesa, la stessa rientrava, ma riusciva di fretta per andare a procurarsi la delega di un membro permanente". 

"Il M5S, con i consiglieri Pietrelli e Giaffreda, sottolineava - si continua nella denuncia - che non vi era necessità di delega, stante che l’atto di fatto era ritirato e quindi non necessitava di alcuna votazione. Ma, ben presto, si scopre l’arcano: la corsa alla delega era una corsa al gettone di presenza? Non può essere altrimenti, vista la dinamica degli eventi, ma, forse, non era chiaro alla Consigliera Pastorelli che il diritto al gettone non richiede da Regolamento alcuna delega e, quindi, alcun affanno. Per sintetizzare, la Consigliera Pastorelli maturava una presenza non necessaria di poco più di un minuto per annunciare il ritiro dell’atto, già noto ed annunciato dal Presidente, ma, con tanto affanno, si impegnava, evidentemente, per la “presa” del gettone. Il M5S non ci sta e diffida alla liquidazione del gettone, visto che la legge richiede, non di affannarsi con numeri acrobatici, ma l’effettiva partecipazione".

LA RISPOSTA - La Pastorelli respinge al mittente tutte le accuse e colpisce di sciabola l'esponente del Movimento 5 Stelle: "Descrive tutte le mie azioni ma non era neanche in aula presente la Rosetti. Il mio comportamento è stato regolare conforme agli statuti. Nessun atto da acrobati ma solo impegno pulito e serio per la notra comune".

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