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Rifondazione c'è e chiama l'Umbria a raccolta: "Serve una sinistra popolare e antiliberista"

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Enrico Flamini, segretario regionale di Rifondazione Comunista, che chiama a raccolta le anime della sinistra per costruire un fronte comune "popolare, alternativo e antiliberista"

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Rifondazione comunista dell'Umbria, come del resto è stato sancito al recente congresso regionale, lavora da tempo per l'unità della sinistra antiliberista. Per questo, all'indomani del “percorso del Brancaccio”, grazie alla proposta di Generazioni senza Sinistra, abbiamo partecipato con grande entusiasmo all'assemblea che si è tenuta allo Zenith di Perugia, un'assemblea davvero riuscita e in grado di avviare anche nei nostri territori un percorso partecipato ed inclusivo nella direzione dell'aggregazione delle forze politiche e sociali della sinistra.

L'interruzione di questo percorso con l'annullamento dell'assemblea nazionale, assemblea che avrebbe dovuto fare la sintesi delle proposte venute fuori dalle assemblee territoriali e quindi tenere conto anche dell'assemblea umbra, è un fatto politico negativo, lo è soprattutto perché si è voluto frenare un processo che fosse realmente capace di costruire un programma radicale e un profilo di netta discontinuità col passato, una lista che unificasse la sinistra sociale e politica e le tante forme di civismo e partecipazione su un programma di attuazione della Costituzione.

Nello stesso tempo abbiamo inteso partecipare all'assemblea  svoltasi sabato 18 novembre 2017 a Roma e convocata dalle compagne e dai compagni dell’Ex- OPg – Je so pazzo, un'assemblea che valutiamo positivamente per la capacità che ha avuto di far esprimere, nonostante il tempo brevissimo della convocazione, esperienze di lotta, pratiche solidali, volontà di partecipazione, nuovo entusiasmo. Non solo.

L'assemblea ha dimostrato che non sono venute meno le ragioni che avevano motivato il nostro impegno, né il patrimonio di relazioni che abbiamo costruito con tante e tanti in Umbria e nel paese. Per questo dichiariamo di voler andare avanti, di voler partecipare anche nella nostra regione al percorso plurale avviato a Roma, mantenendo l'obiettivo unitario e le porte aperte a tutti i soggetti, singoli e collettivi, a chi ha partecipato e condiviso il percorso umbro avviato allo Zenith, a tutte e a tutti coloro che intendono dare vita anche in Umbria ad una sinistra alternativa, antiliberista e popolare.

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