Umbria, esperti e professori universitari per il nuovo piano per la gestione dei rifiuti "per i prossimi 25 anni"

I cinque obiettivi dell'assessore Morroni, la sveglia della Tesei: "L’Umbria sconta ritardi nella gestione dei rifiuti". Ecco tutti i nomi dei componenti

Un nuovo piano per la gestione integrata dei rifiuti "per i prossimi 20-25 anni". E per stilarlo la Regione Umbria - forte della rinnovata intesa con l'Università degli Studi di Perugia - schiera gli esperti e i professori universitari. In breve: Comitato tecnico-scientifico, come è successo anche per l'emergenza coronavirus. L'asse Palazzo Donini-Palazzo Murena corre come un treno a levitazione magnetica. E il calendario con le scadenze per il nuovo piano dei rifiuti c'è già: "Entro dicembre la chiusura della prima fase per poter iniziare l’iter legislativo nel 2021 e giungere all’adozione del nuovo Piano entro l'estate del 2021". Un anno, più o meno, per fargli vedere la luce. Con un paletto: "Valutazione tecnica degli strumenti, non politica. Come è giusto che sia". A piantarlo ci pensa l'assessore regionale all'ambiente, Roberto Morroni. E il paletto è una risposta, o quasi, alla questione dei rifiuti bruciati nei cementifici. 

“L’Umbria sconta ritardi nella gestione dei rifiuti che vogliamo superare al più presto - ha detto la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei - e per questo abbiamo compiuto la scelta qualificante di avvalerci di un Comitato che potrà contare sul fondamentale apporto di docenti universitari, grazie alla proficua collaborazione con l’Università degli studi di Perugia, e di professionisti che, a titolo gratuito, si sono messi a disposizione e a fare squadra nell’interesse dell’Umbria”.

“La nostra ambizione – ha aggiunto l’assessore Morroni - è trasformare l’Umbria in un modello di ‘best practice’ a livello nazionale ed europeo, con un Piano capace di delineare una visione di lungo periodo, costruito con solide basi scientifiche e tecniche, tanto è vero che è stata fatta la scelta innovativa e straordinaria di istituire un Comitato, per l’appunto, di natura sia scientifica che tecnica il quale, peraltro, si confronterà con tutte le realtà rappresentative del settore”. E ancora: “Il Comitato Tecnico scientifico dovrà ricercare le migliori pratiche e le soluzioni più idonee inerenti la gestione del ciclo dei rifiuti, le quali devono concorrere a raggiungere cinque obiettivi: “Il primo – ha detto Morroni – è la chiusura del ciclo dei rifiuti, in particolare la riduzione del conferimento in discarica non superiore al 10 per cento come stabilito dalla normativa europea entro il 2035, mentre attualmente i rifiuti portati in discarica superano il 30 per cento; il secondo, quello dell’autosufficienza del sistema regionale. A questi obiettivi, poi, se ne aggiungono altri tre di fondamentale valenza politica. Infatti, gli scenari che dovranno essere delineati dal Comitato per essere poi sottoposti al vaglio della Giunta, dovranno portare ad un sensibile miglioramento rispetto all’attuale situazione in termini di: tutela della salute, salvaguardia dell’ambiente e gestione economica, indicati in questo preciso ordine di priorità”.

   A presentare la componente scientifica del Comitato è stato il coordinatore, il professor Gabriele Cruciani, che nel rimarcare la “grande sintonia e proficua collaborazione fra Università degli studi di Perugia e la Regione Umbria”, ha ringraziato a sua volta quanti “si sono messi a disposizione, a titolo gratuito, per il bene della nostra regione”. Il “Comitato – ha detto – è aperto alla collaborazione di quanti vorranno unirsi al nostro lavoro”.

Il Comitato Tecnico Scientifico istituito dalla Giunta regionale con delibera n. 602 del 16 luglio 2020, è costituito da due gambe. Quella scientifica e quella tecnica. Andiamo con lo stesso ordine.

La parte scientifica è composta da Gabriele Cruciani, professore ordinario presso il Dipartimento di Biologia, Chimica e Biotecnologie, Delegato Terza Missione e Trasferimento Tecnologico, Università degli Studi di Perugia - Coordinatore; Fabrizio Stracci, professore associato presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università degli Studi di Perugia – Impatto e tutela della salute; Piergiorgio Manciola, professore ordinario presso il Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, Università degli Studi di Perugia – sviluppo e sostenibilità ambientale; Francesco Di Maria, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Perugia – gestione economica.

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Per la parte tecnica, invece, ci sono: Stefano Nodessi Proietti, direttore della Direzione regionale Governo del territorio, ambiente e protezione civile - Coordinatore del Settore Tecnico; Andrea Monsignori, dirigente ad interim del Servizio Energia, Ambiente, Rifiuti; Michele Cenci – esperto di programmazione e pianificazione in materia di rifiuti; Nicola Casagrande – esperto in impianti di recupero e smaltimento; Maria Ruggiero – esperta in programmi di prevenzione/riduzione dei rifiuti; Paola Casucci – esperta in materia di prevenzione e sanità pubblica; Giuseppe Rossi, direttore Auri; Luca Proietti, direttore generale di ARPA Umbria; Luciano Concezzi 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria – Area innovazione e Ricerca.

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