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Dimissioni Barberini, Leonelli tenta di tenere insieme il Pd: "Basta personalismi"

Il segretario regionale non riesce a fermare l'addio dell'ex assessore alla Giunta Marini: "Una brutta pagina di governo dell'Umbria"

Il Pd va in pezzi e in Regione si consuma lo scontro tra la governatrice Marini e l’ala “bocciana” dei democrat. Tanto che spunta addirittura “l’appoggio esterno” di 5 consiglieri del Pd alla giunta del loro partito. Nel mezzo il segretario regionale del Partito Democratico dell’Umbria Giacomo Leonelli. La mediazione non è andata a buon fine. “Le dimissioni dell’assessore Luca Barberini – spiega il timoniere - ci hanno lasciato molto amareggiati”. E ancora: “Gli avvenimenti di queste ultime convulse ore, se da un lato hanno visto la Presidente Marini esercitare  le prerogative che la sua posizione istituzionale le assegnava, dall’altro testimoniano una serie di fibrillazioni interne al Pd che, sarebbe inutile nasconderlo, non rappresentano affatto una pagina straordinaria della vita politica e istituzionale della nostra regione”. Insomma, a sentire Leonelli non è stato un bello spettacolo.

“Questa mattina ho incontrato Luca Barberini – prosegue Leonelli - , che ritengo una risorsa significativa per il Governo dell’Umbria e che in questi mesi si è impegnato profondamente alla guida  della sanità regionale, con l’intento di scongiurare le sue dimissioni, e nella convinzione che al di là delle divisioni di queste settimane, solo con una profonda unità d’intenti tra tutti noi, e che non prescinda dal suo apporto, si possano centrare gli obiettivi sulla base dei quali siamo stati chiamati dai cittadini a governare. Auspico quindi fin da ora che la vicenda si possa ricomporre e mi prodigherò in tal senso, nella ricerca di una ritrovata unità del partito, anche e soprattutto nell’interesse del governo dell’Umbria e dei suoi elettori”.

E non è finita qua: “Quegli stessi elettori che nello scorso maggio ci hanno investito della responsabilità di guidare l’Umbria in una fase così delicata per la sua storia – conclude il suo ragionamento Giacomo Leonelli –, infatti, possono comprendere delle differenze di opinioni all’interno del Partito Democratico, e anche le diverse strategie sugli obiettivi da raggiungere, ma non capiscono e contestano divisioni basate su personalismi ed equilibri interni”.

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