Confermata la richiesta dei cementieri di bruciare rifiuti, Morroni annuncia: "Nuovo piano dal 2021"

Le opposizioni temono estromissione dalla verifica per l'autorizzazione del comune di Gubbio ma arrivano rassicurazioni su iter partecipato

L'Umbria avrà un nuovo piano dei rifiuti a partire dal 2021. L'annuncio porta la firma dell'assessore all'ambiente Roberto Morroni che ha risposto nella seduta di “question time” al consigliere Michele Bettarelli e i capigruppo di minoranza Tommaso Bori (PD), Vincenzo Bianconi (Gruppo Misto) e Thomas De Luca (Movimento 5 Stelle) sull’ipotesi di una parziale trasformazione delle cementerie di Gubbio, in veri e propri inceneritori di Css. "Nella seconda parte del 2020 - ha spiegato Morroni il cronoprogramma - la gestione dei rifiuti sarà il tema principale per l’assessorato all’Ambiente ed entro il primo quadrimestre 2021 l’Umbria avrà un nuovo piano regionale dei rifiuti”.

Ma l'argomento centrale, quello più dibattuto, è stato il ruolo delle cementerie eugubine: “Qualora la Regione Umbria intendesse avviare un iter così complesso e articolato come quello dell’incenerimento di Css presso le cementerie, solo ed esclusivamente attraverso un iter di revisione non sostanziale dell’Aia - sottolineano i consiglieri di minoranza - si estrometterebbe, di fatto, il Comune di Gubbio da qualsiasi ruolo, facendo venir meno, non solo la correttezza politico istituzionale, ma soprattutto la totale esclusione delle eventuali istanze provenienti da un’intera comunità. Riteniamo pertanto opportuno che i cittadini di Gubbio e dell’Umbria, conoscano quali sono le reali intenzioni della Giunta Tesei in merito a questa vicenda”.

L'assessore è entrato nel merito delle richieste presentate in regione e nell'iter partecipativo: "Le cementerie di Gubbio hanno presentato richiesta di modifica delle autorizzazioni in loro possesso. Il servizio regionale competente ha chiesto di effettuare modifiche legate alla verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale. In ogni caso, entro 90 giorni dalla presentazione dell’istanza dovrà essere fornita una risposta tecnica, sentite Asl e Arpa".

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Sulle valutazioni finale non peserà soltanto il volere e le analisi della Regione: "Al procedimento di verifica possono partecipare soggetti pubblici e privati, presentando osservazioni che gli Uffici sono tenuti a valutare. Il Comune potrà dunque intervenire nella Via ma anche nell’Aia, in ragione delle competenze in materia di edilizia e di salute pubblica. Non c’è quindi rischio che l’Amministrazione comunale venga estromessa dalle procedure". 

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