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Recovery Fund, Tesei contro il Governo: "Per le Regioni zero fondi da gestire autonomamente"

"Su un totale di 209 miliardi, solo 82 sono per nuove progettualità, perché 127 miliardi di prestiti sono per opere già previste"

"Non c’è ancora una risposta definitiva sul ruolo delle Regioni, anche per le turbolenze con cui è alle prese l’esecutivo nazionale, comunque si tratta di un’impostazione centralistica". La Presidente Donatella Tesei ha voluto affrontare in consiglio regionale sul tanto chiacchierato e sperato RECOVERY FUND. Tanti soldi europei - da restituire ovviamente - che in parte saranno destinati anche in Umbria ma è alto il rischio che la Regione non possa incidere sulle scelte governative.

"Su un totale di 209 miliardi, solo 82 sono per nuove progettualità, perché 127 miliardi di prestiti sono per opere già previste, per non aumentare lo stock di debito pubblico. Le Regioni non hanno, attualmente, una quota da gestire autonomamente, stiamo chiedendo chiarezza, il presidente Bonaccini ha chiesto un incontro diretto con il governo, ma ancora non è stato possibile, resta il punto interrogativo sul ruolo delle Regioni.  Il Governo deve condividere con le Regioni le scelte e i tempi sono molto stretti, i progetti sono da rendicontare entro il 2026".

Le pressioni su Conte non arrivano solo dall'Umbria ma da tutte le Regioni del Paese che vogliono essere della partita per indirizzare nel migliore dei modi le risorse necessarie: "Tutti i presidenti delle Regioni ritengono utile - ha concluso la Tesei - che una parte delle risorse sia loro affidata e poi vi siano progetti in accordo con quanto viene stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni. Occorre comunque preparare un’azione umbra che sia adeguata, fare squadra e individuare insieme quali sono i progetti fondamentali”.
 

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