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IL PERSONAGGIO Il "comunista" che sapeva governare e che si è inventato l'Umbria moderna: Gino Scaramucci

Dopo decenni di oblio finalmente la Provincia rende omaggio al Presidente che per 11 anni ha retto il governo umbro quando non esistevano ancora le regioni

E' stato il Presidente della Rinascita ma anche il politico che, prima di tutti in Italia, ha dato vita ad un piano per il futuro dell'economia e del sociale dell'Umbria negli anni '60 quando ancora le regioni, come ente, non esistevano. Gino Scaramucci, gualdese doc, è stato l'uomo del futuro e un comunista vero e dal volto umano che per 11 ha retto la Provincia di Perugia. Dopo troppi anni di attesa finalmente l'Umbria e la Provincia gli rende omaggio dedicandogli la Sala Giunta  con una cerimonia a cui ha preso parte tra gli altri la figlia ed ex parlamentare, Alba Scaramucci. 

E’ stato presidente provinciale quando l’Ente muoveva i suoi primi passi, dal 1953 al 1964, dopo aver partecipato all’organizzazione della Resistenza ed essere stato dirigente del Pci. Tanti i traguardi raggiunti dalla Provincia di Perugia (tra le più grandi d’Italia in un’epoca in cui ancora non erano nate le Regioni) sotto la sua presidenza. In particolare si ricordano il Piano regionale di sviluppo (primo esempio di pianificazione regionale d’Italia); gli straordinari interventi sulla rete viaria; la realizzazione dei nuovi padiglioni maschili all’ospedale psichiatrico; gli importanti interventi nel campo dell’istruzione per garantire l’effettivo diritto allo studio, con l’erogazione di sussidi annui agli istituti.

“E’ una storia alta di moralità, impegno e passione quella di Gino Scaramucci – ha sottolineato il presidente della Provincia -. Un uomo che ha permesso all’Umbria di scoprire la Resistenza e l’alto valore della Repubblica e che ha consentito all’Ente provinciale di essere protagonista, sia come istituzione che attraverso i singoli soggetti”. La figlia Alba ha parlato di “una giornata bella e commovente”. “Questa è stata la sua ultima casa politica – ha poi ricordato – per la quale si è molto speso e impegnato con onestà, coerenza e trasparenza. Oggi non si rende omaggio solo a lui, ma a tutti coloro che prima di  noi hanno combattuto per la libertà e l’indipendenza di questo paese”.

Per Alberto Stramaccioni, storico e docente universitario, Scaramucci è stato tra i più importanti amministratori italiani “che ha ribaltato l’immagine dell’amministratore comunista”. Intanto non si ferma l’opera di ricostruzione dell’esperienza umana e politica di Scaramucci. Dopo la pubblicazione nei mesi scorsi del libro “Gino Scaramucci (1904-1966) comunista, antifascista, amministratore”, edito da Futura Edizioni, oggi è stata annunciata l’intenzione di istituire delle borse di studio in suo nome, per tesi che si occupano di antifascismo, impegno per la democrazia, emigrazione e integrazione.

BIOGRAFIA
Gino Scaramucci, antifascista, emigrato come minatore all’estero, nel 1927 è entrato direttamente nel Partito clandestino di Parigi, dove operava il Centro estero giovanile del Partito Comunista d’Italia, diretto da Luigi Longo. Intensa la sua attività politica a Parigi e dal 1930 al 1932 ha frequentato la Scuola Leninista di
Mosca. Arrestato a Verona dalla polizia fascista nel 1933, è stato condannato al confino a Ponza e a Ventotene, dove ha conosciuto, diventandone amico, Giorgio Amendola. Dopo la caduta del fascismo è stato tra i primi quadri dirigenti comunisti a lavorare politicamente, da protagonista, anche nella sua terra umbra, per il rafforzamento dell’organizzazione del Partito e per una rinascita economica, sociale e culturale. Dopo le prime elezioni per il Consiglio provinciale di Perugia è stato eletto Presidente della Giunta Provinciale, dove ha operato fino al 1964. Proprio per la sua formazione ha conferito all’impegno di amministratore pubblico una forte connotazione politica, segnalandosi per le molte iniziative nel campo economico e sociale.
 

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