La Lega contro Regione e Omphalos: "Il protocollo gender non è una vittoria: sindaci, università e associazioni dicono no"

Lega Umbria lancia appello ai proprio amministratori: "Chiediamo a tutti i nostri sindaci o amministratori dei comuni umbri di prendere le distanze ufficiali

"Omphalos e Regione rendano visibile e consultabile ai cittadini umbri il protocollo a favore del gender e le firme di chi lo avrebbe sottoscritto". A chiederlo è la Lega Umbria con i suoi parlamentari e consiglieri regionali che precisano “a seguito della firma del protocollo avvenuta in mattinata a Palazzo Donini,  una serie di comunicati sono rimbalzati sulla stampa locale senza una linea definita, sparando adesioni fasulle al protocollo poi parzialmente smentite. Un metodo compulsivo che ha solo un unico obiettivo quello di creare confusione per mascherare l’assenza durante la sottoscrizione, di importanti istituzioni umbre come quella dei due Prefetti di Perugia e Terni e dei sindaci di entrambe i capoluoghi. Ci teniamo a precisare che nemmeno il comune di Spoleto, dove la Lega governa in coalizione con il centro destra ha sottoscritto un atto non conforme alla legge, così come Norcia e Città di Castello che potrebbe farlo nei prossimi giorni ma che ad oggi non risulta".

La Lega dunque ha invitato la Regione e l'Omphalos ad attenersi alla realtà, senza gridare al successo perché "è evidente che la Legge e le istituzioni politiche di rilievo non intendono permettere la propaganda mascherata delle teorie gender sui bambini". La Lega Umbria annuncia battaglia fino alla fine e lancia un appello ai proprio amministratori: "Chiediamo a tutti i nostri sindaci o amministratori dei comuni umbri di prendere le distanze ufficiali da un atto che, di fatto,non è altro che l'ennesima concessione fatta da un Pd ormai alla deriva, alla solita lobby amica".

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