Dopo le mini-province (con la fine della Provincia) i socialisti vogliono le mini-circoscrizioni

Semplificare è un verbo che forse poco si addice agli italiani e anche ai perugini. E così a 5 anni dalla cancellazione delle tredici circoscrizioni, il Psi chiede a Boccali di istituire i comitati di quartiere con tanto di elezione e budget

Dopo le Unioni dei Comuni - una sorta di mini-province per sostituire proprio la Provincia - ora c'è anche chi vuole il ritorno delle XIII Circoscrizioni abolite proprio 5 anni fa per contenere sia i costi della politica che di gestione del territorio. E in linea con le mini-province (le otto Unioni Comunali che sorgeranno in Umbria) il gruppo del Partito Socialista propone le mini-circoscrizioni: ovvero i comitati di quartiere che esistono già in alcune città. La proposta prevede di creare comitati semplici e snelli, composti da 10 soggetti eletti dai residenti del quartiere. I compiti: favorire attività socio-assistenziali, svolgere un’attività integrativa per l’infanzia e la scuola, ospitare presidi della Polizia Municipale e programmare insieme al Comune gli interventi per migliorare la qualità della vita dei vari quartieri.

"I nuovi tredici comitati di quartiere - hanno spiegato i consiglieri comunali socialisti - dovranno avere sede nei locali delle ex-circoscrizioni rimasti finora pressoché inutilizzati per i quali dovranno anche provvedere alla loro manutenzione e gestione, ma non ne avranno l’uso esclusivo poiché sulla base di regole decise dal Consiglio Comunale dovranno garantirne l’uso temporaneo a costi vantaggiosi alle associazioni culturali, politiche e di promozione sociale del quartiere purché non animate da fini speculativi". Previsto dunque anche un buget di fondi comunali da gestire per le manutenzioni e forse non solo. 

La proposta faceva parte del programma del sindaco Boccali condiviso dal centrosinistra. Ma problemi di bilancio avevano rimandato l'istituzione definitiva. Difficile pensare, a pochi mesi dalle prossime amministrative 2014, che Boccali otpi per questa soluzione. Si parla di un rinvio strategico al prossimo mandato. 

ECCO LE FUNZIONI DEGLI (IM)PROBABILI COMITATI DI QUARTIERE DI PERUGIA

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1) Attività socioassistenziali a favore di indigenti e cittadini deboli. La lotta alla povertà, all’isolamento e alla marginalizzazione è, infatti, la priorità della priorità. I comitati di quartiere potranno organizzare sportelli di ascolto e linee telefoniche dedicate realizzate in collaborazione con i servizi sociali comunali e con le associazioni di volontariato e di assistenza sociale che fossero disponibili. Tutte le prestazioni erogate anche se provenienti da fonti diverse saranno attivate dal Comitato di quartiere ferma restando la libertà di iniziativa di tutti i partner pubblici e privati. Dovranno essere privilegiate in particolare le forme di assistenza diretta quali voucher e bonus per l’accesso a mense e ricoveri o acquisto di generi di prima necessità. Acquisti e raccolte collettive.
2) Servizi integrativi all’infanzia e parascolastici quali soggiorni estivi, animazione pomeridiana, supporto all’educazione di famiglie in difficoltà
3) Presso le sedi ex circoscrizioni i comitati potranno attivare sportelli multifunzionali per rapporti con l’amministrazione comunale.
4) Wifi internet e internet point con contributo alle spese da parte degli utenti
5) Biblioteche e centri di lettura e intrattenimento con partecipazione alle spese degli utenti
6) Corsi di formazione, aggiornamento e università popolari.
7) Presso le sedi ex circoscrizione potranno essere dislocati presidi della polizia municipale e di altre forze di pubblica sicurezza
Ritenuto che in merito alla formula giuridica, è auspicabile che i Comitati siano configurati come “istituzioni” ai sensi dell’art. 113-bis dlgs n. 267/2000 che, previo atto istitutivo e regolamentare del Consiglio Comunale, siano nominati dalla Giunta Comunale sulla base delle risultanze delle consultazioni elettorali di quartiere integrati ciascuno da un componente scelto tra i consiglieri comunali al fine di garantire la rappresentatività delle forze presenti nel Consiglio Comunale che il necessario raccordo con le politiche comunali.
Tutto ciò premesso e considerato si chiede al Sindaco e alla Giunta comunale di dare celere attuazione alle proposte summenzionate per far sì che un nuovo approccio fondato sulla diretta partecipazione dei cittadini e sulla autogestione debba essere applicato alla amministrazione pubblica per accentuarne la modernizzazione, incrementare i livelli di sicurezza e protezione sociale, moltiplicare le iniziative di animazione culturale e di socializzazione”.

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