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Il Progetto Cuore in mezzo alle polemica per via dei corsi a pagamento: sospetti e querele

Le foglie del Messaggero, il consigliere delegato Camicia e l'interrogazione urgente del capogruppo del Movimento 5 Stelle Cristina Rosetti: sono loro i protagonisti di questa storia

Ormai tutti a Perugia conoscono il Progetto Cuore: ovvero installare defibrillatori in zone strategiche della città per salvare vite umane in caso di infarto. Per salvare vita serve anche personale o volontari che siano in grado di farlo funzionare e di saper prestare soccorso. E questo lo si impara con un corso che sforna i cosiddetti Angeli del Cuore. A gestire questo progetto è Carmine Camicia, consigliere comunale che è stato delegato dal sindaco Romizi. Una cinquantina di defibrillatori sparsi sul territorio perugino. La città di fatto è cardioprotetta. Ora però anche questo progetto è finito nel maremoto delle polemiche politiche. E sono fioccate le querele: la prima - annunciata da Camicia - sembrerebbe al giornale Messaggero che nella sezione foglie - la rubrica più importante - dove si è parlato di corsi di formazione a pagamento e non gratis.

Ma chi li incassa? Il consigliere delegato Camicia? Lui dice no e querela. Il giornale insiste nel parlare dei corsi di pagamento. Arriva poi l'interrogazione urgente del Movimento 5 Stelle a firma del capogruppo Cristina Rosetti: "Da notizie di stampa locale risulta che il Consigliere Camicia organizzi (direttamente o per il tramite di terzi non è dato sapere) corsi a pagamento per i cittadini che vogliano imparare ad utilizzare i defibrillatori. Si ignora se tali corsi sarebbero organizzati in occasione delle nuove installazioni dei defibrillatori. Ogni consigliere comunale dovrebbe astenersi dallo svolgere qualsiasi attività soprattutto se con scopo di lucro correlata alle proprie specifiche deleghe". Per la Rosetti "qualora i fatti fossero confermati, si considera altrettanto grave la mancanza di vigilanza delSindaco delegante nei confronti del corretto espletamento della delega, da parte del Consigliere Delegato". Camicia non ci sta e ribadisce: mai intascato soldi.

E richiama in servizio gli avvocati. “Leggo con stupore - ha detto Camicia-  che l’iniziativa di rendere la città di Perugia cardioprotetta pare offuscata dal pagamento dei corsi Blsd, utili per imparare ad usare in maniera corretta i defibrillatori installati in tutto il territorio comunale. Forse la redazione ignora la delibera della giunta regionale numero 1720 del 22.12.2014 che prevede un costo della formazione di ottanta euro a persona per i laici. Lo stesso importo viene richiesto dall’azienda ospedaliera e non solo per le società abilitate alla formazione. Il sottoscritto però ha preteso che tutti coloro, cittadini e società sportive, che si formino attraverso il Progetto cuore non dovessero pagare più di quaranta euro ciascuno e così è stato. Si ricorda, infine, che fino ad oggi abbiamo organizzato un centinaio di corsi di formazione a costo zero. Non ultimo quello che si è tenuto di recente al Palaevangelisti”.

Camicia afferma non solo di non aver mai preso denari, ma addirittura di aver chiesto e ottenuto uno sconto del 50 percento sulle tariffe standard a volontario (80 euro) che fanno scendere la spesa a 40 euro. "Tutti soldi che vanno agli operatori-formatori come per legge. Tutto regolare dunque".                                                                                                                                                                               

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