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L'Onorevole Prisco vuole centro islamici trasparenti, la proposta di legge: "Registro degli imam, l'uso dell'italiano e fondi puliti"

Dalla proposta di legge di Fratelli d'Italia al caso umbro della nuova moschea di Marsciano: "Senza sicurezza e trasparenza non deve essere aperta al culto"

La futura moschea di Marsciano, dopo quella contestata e soprattutto con fondi tutti da dimostrare di Umbertide, finisce in Parlamento e dà spunto per una proposta di legge nazionale per garantire sicurezza ai cittadini italiani. E' il neo-deputato di Fratelli d'Italia, Emanuele Prisco, che chiede la massima trasparenza e legalità prima di autorizza nuovi centri religiosi islamicu. In mancanza di questi requisiti, che richiedono verifiche e accordi chiari, nessuna apertura deve essere autorizzata. A cominciare dalla moschea di Marsciano.

«In Umbria – spiega Prisco - vorrebbero moltiplicarsi i luoghi destinati al culto islamico e i centri culturali dove al verbo di Allah, come emerso dalle numerose inchieste giudiziarie, spesso sono state date spaventose interpretazioni. In questo periodo si è riaperta la questione di Marsciano nella quale il Comune deve adottare cautela e buon senso nell’approvazione della variante urbanistica che consentirebbe l’apertura del centro di preghiera», dice Prisco, ricordando che «la prima indagine in Italia per addestramento al terrorismo internazionale venne portata avanti nel 2007 proprio dalla Digos di Perugia nei locali a Ponte Felcino concessi dalla circoscrizione rossa in cui l’imam Mostapha El Korchi, condannato con sentenza definitiva e successivamente rimpatriato in Marocco, istruiva i militanti a fabbricare bombe e dirottare Boeing 747 per missioni suicida».

L'onorevole Prisco ha voluto chiarire che il suo intervento non è frutto di pregiudizi o islamofobia ma si base sul potenziale rischio terrorismo che incombe, ora più che mai, sull'Umbria e sull'Italia come ribadito dallo stesso ministro Minniti. "Purtroppo però nella storia recente ci sono stati predicatori di odio che senza alcuna morale hanno utilizzato i sermoni e il titolo di imam per veicolare propagande e fomentare rivolte".  

L'onorevole Prisco lancia come proposta di legge l'istituzione un albo nazionale degli imam, gestito dal Viminale, inserendo l’obbligo dell’utilizzo della lingua italiana durante i sermoni nelle moschee come in qualunque altro luogo adibito anche occasionalmente ad attività di culto. "Con la proposta di legge – prosegue il deputato perugino - vogliamo insomma rendere penalmente perseguibile ogni propaganda potenziale a innescare pericoli per l’incolumità di tutti noi, annullando quel reato di opinione che per gli estremisti rappresenta il primo paracadute nei tribunali». «Con la nuova legge – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia a Montecitorio – puniremo anche coloro che raccolgono, erogano o mettono a disposizione risorse di qualunque tipo utilizzate per sostenere organizzazioni che svolgono attività integralista".

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