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Pd e guerre, vince Renzi di misura e poi spuntano due circoli che devono votare....ancora

A Roma i circoli di Ponte San Giovanni e della Nestlè hanno chiesto di votare per i segretari nazionali dopo che però non hanno rispettato i tempi delle assemblee da convocare entro e non oltre il 17 novembre. In bilico la vittoria per 15 punti dei renziani

Viene da pensare male, molto male, a riguardo della richiesta di due circoli del Pd, quello di Ponte San Giovanni e quello della Nestlè di San Sisto, di andare al voto per scegliere i tre candidati su quattro da poi far votare a tutti i simpatizzanti (anche senza tessera) l'8 dicembre nelle primariette per il segretario nazionale del Pd. Eh già perchè i due circoli non hanno rispettato i tempi previsti entro e non oltre il 17 novembre ma chiedono una proroga a livello nazionale. E tutto questo fa pensare male, malissimo anche perchè i due circoli perugini sarebbero di fede cuperliana - come tutto il capoluogo - e potrebbero ribaltare quel voto che ha dato a Renzi la maggioranza degli iscritti umbri. Un vantaggio di soli 17 voti: al sindaco di Firenze sono andati 2829 voti, a Cuperlo 2812.

Inutile dire che se Roma darà il via libera, i cuperliani - i vertici sono vicini al governo dell'Umbria e dei vari comuni- potrebbero passare avanti di una decina-ventina di voti. Ecco dunque tutti i cattivi pensieri che emergono soprattutto dalla sponda dei renziani che si battono per le primarie per tutti i futuri candidati sindaci e vogliono cambiare il rapporto partito-eletti.

“Rispettiamo quegli iscritti che vogliono esprimere il loro parere però prendiamo le distanze da qualsiasi tipo di strumentalizzazione – hanno chiarito Caprini e Mariotti dei circoli renzi nella conferenza stampa di oggi 19 novembre – Per quanto ci riguarda vogliamo un partito che pensi agli interessi dell’Italia e no di questo o quel potente. Dieci voti in più o in meno non ribaltano il risultato umbro, servono però a vezzeggiare un vecchio modo di fare politica che non offre una bella immagine”.

Il “caso” è ora al vaglio della Commissione nazionale che dovrà esprimersi se far votare o no i due circoli perugini in questione. Comunque i renziani Leonelli e Paparelli hanno sottolineato che il dato politico è quanto mai interessante "perché dimostra che gli iscritti, al pari del resto della società, desiderano un radicale cambiamento del gruppo dirigente del partito al quale non si perdona di aver perso tante occasioni dalla caduta del Governo Prodi del 1998 in poi. Un rinnovamento che passerà attraverso le primarie a tutti i livelli, partendo da quelle dell’8 dicembre alle quali i sostenitori umbri di Matteo Renzi hanno chiesto agli elettori di partecipare quanto più possibile numerosi".

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