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Ponte San Giovanni, consiglio comunale aperto: ecco i progetti per il quartiere (e per la città)

Tantissima gente al Cva di Ponte San Giovanni per partecipare al consiglio comunale aperto incentrato sul quartiere, sulle difficoltà di bilancio, sui progetti per la viabilità e per risparmiare denari importanti

Avvertenza: è un’ “idea”. Il Comune di Perugia è pronto a replicare se stesso a Ponte San Giovanni. In piccolo, ovviamente. Il progetto, presentato al consiglio aperto con i cittadini al Cva, parla chiaro: dentro uffici comunali, vigili urbani e servizi sociali. Di fianco, una nuova biblioteca.

Dove? Nell’area verde di fronte all’ingresso del Cva, sacrificando “mille metri quadrati di parco”. Così, dicono dall’amministrazione comunale, si risparmierà sugli affitti e si uniranno tutti i servizi. All’assessore Francesco Calabrese la definizione: “Così Ponte San Giovanni diventerà un comune”. O giù di lì.

Quindi, per costruire questo nuovo “mini Palazzo dei Priori”, dove troviamo i soldi? Il sottopassaggio per Pieve di Campo scricchiola. Il sindaco Andrea Romizi, che ha chiuso l’assemblea-consiglio comunale,  si domanda: “Un milione e 600mila euro per il sottopasso? In altri tempi avrei detto sì ad occhi chiusi, ma oggi, in questi tempi drammatici, possiamo permettercelo? Ne voglio parlare con tutto il consiglio comunale”. Quei soldini lì potrebbero tornare utili per il progetto, detta in altra maniera. Mors tua vita mea.

Ma il primo cittadino non si è limitato a questo. Ha risposto a ogni quesito, criticità, proposta, dubbio e via discorrendo sollevati dai residenti, accorsi in massa (letteralmente) al Cva per partecipare al consiglio. Dalla viabilità horror ai parchi, dalla sicurezza alle piste ciclabili, dalla manutenzione del quartiere alla partecipazione nell’amministrazione della cosa pubblica. Cominciamo con il mezzo commissariamento dell’assessore Wagué (arrivato in ritardo). La questione è quella delle mense delle scuole e la polemica con i comitati mense dei genitori dei piccoli alunni. Sono intervenuti anche stavolta, per difendere le loro posizioni sui tagli e sui menù.

“Io vi dico incontriamoci. Voi, io e l’assessore, per confrontarci dati alla mano e trovare una soluzione condivisa. Se dobbiamo fare economia – ha proseguito Romizi – è per chiudere i bilanci. Il momento è drammatico e i soldi non si raccolgono sugli alberi. Abbiamo l’obbligo morale di rivedere tutti i servizi, razionalizzare euro per euro, per aiutare le fasce più deboli della città. Ci sono cittadini che sono alla disperazione e noi dobbiamo aiutarli”. E ancora: “La riorganizzazione delle sedi comunali permetterà di risparmiare un milione di euro nel giro di un anno. Dobbiamo fronteggiare un buco da 18 milioni. Diciotto milioni, ve lo ripeto. Usciremo da questa situazione quando ognuno tornerà a fare il proprio dovere. Insieme. Come una comunità. Io non sono andato a Fontivegge a spazzare per fare una buffonata-spot. L’ho fatto per dare l’esempio”. E proprio quella zona riceve un’attenzione particolare nel discorso del sindaco: “E’ la cova, la nidiata di traffici illeciti e criminali. Vogliamo cacciarli via da là e riqualificare la zona”.

Tornando a Ponte San Giovanni, Andrea Romizi ne ha anche per il traffico, le buche e la viabilità: “Non possiamo nasconderci: il Nodo di Perugia è fondamentale. La Regione è riuscita a imporre questa priorità al Governo. Vedremo cosa riusciremo a ottenere. Per il momento chiedo un confronto con Palazzo Donini per migliorare la gestione della viabilità qui a Ponte San Giovanni e agli uffici comunali di mappare e pianificare le piste ciclabili”. Comunque, “tutte le proposte dei cittadini di Ponte San Giovanni saranno incamerate e prese in considerazione da Palazzo dei Priori”. Vedremo.

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