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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Umbria, idrogeno 'verde' per produrre cemento a Gubbio: non passa la mozione

Respinto in Consiglio regionale l'atto presentato da De Luca (M5S), Paparelli (Pd) e Bianconi (Misto). Il leghista Pastorelli: "Giusto cogliere le opportunità del Pnrr, ma resta la necessità di una fase transitoria"

La mozione per fare di Gubbio il "polo nazionale di eccellenza dell’idrogeno per la produzione del cemento” non passa in Consiglio regionale. Presentata dai consiglieri Thomas De Luca (M5S), Fabio Paparelli (Pd) e Vincenzo Bianconi (Misto) è stata infatti respinta oggi (martedì 11 gennaio) dall'assemblea legislativa con i 10 voti contrari della maggioranza e i 4 favorevoli della minoranza.

L’atto mirava ad impegnare la Giunta regionale ad “attivarsi fin da subito, congiuntamente al sindaco, alle cementerie del territorio, agli enti di ricerca, alle associazioni e comitati locali per sostenere Gubbio come ‘Polo nazionale dell’idrogeno per la produzione di cemento’ cogliendo ed integrando tutte le opportunità e le risorse messe a disposizione dal Pnrr nazionale e dagli ulteriori piani nazionali ed europei sulla transizione ecologica e il green deal, costituendo un grande hub internazionale per la sperimentazione e la ricerca, il trasporto, la produzione e lo sviluppo tecnologico al sostegno delle filiere di transizione verso l’idrogeno”. 

Nell’illustrazione dell’atto il pentastellato De Luca, dopo aver sottolineato contrarietà verso eventuali richieste di rinvio in Commissione dell’atto, ha evidenziato che “con i due grandi cementifici la questione ambientale è divenuta centrale nella comunità eugubina, in cui si contrappongono esigenze produttive e occupazionali di impianti insalubri di prima classe con inevitabili ed evidenti fattori di rischio ambientale e sanitario. Recentemente la conflittualità si è acuita quando è divampata la questione relativa al Css (il combustibile solido secondario derivato dalla lavorazione dei rifiuti urbani non pericolosi e speciali non pericolosi, ndr) che i due cementifici hanno chiesto alla Regione Umbria di poter bruciare e che potrebbe portare rischi ancora maggiori per l’ambiente e per la salute".

La soluzione migliore, secondo De Luca, è "l'utilizzo come vettore energetico dell’idrogeno ‘verde’, ottenuto cioè grazie a fonti di energia che non producono emissioni di gas serra" che consentirebbe "processi industriali puliti e sostenibili per la produzione di un materiale insostituibile nelle infrastrutture e nelle costruzioni". Il consigliere del Movimento 5 stelle ha poi evidenziato come "nel Pnrr nazionale la partita 'idrogeno' assorbe totalmente circa 319 miliardi. Nello specifico: 2 miliardi per la riconversione delle imprese energivore tra le quali vengono citate esplicitamente proprio acciaierie e cementifici. Inoltre sono previsti 160 milioni per la ricerca, 500 per la produzione di idrogeno in aree industriali, 530 per la sperimentazione nel trasporto stradale e/o ferroviario. Poi ci sono altri 450 milioni che andranno a finanziare lo sviluppo tecnologico nelle filiere di transizione verso l’idrogeno”.

Argomentazioni che non sono bastate a far passare la mozione: "Prendiamo atto della chiusura sottolineata da De Luca rispetto a modifiche al testo - ha detto Stefano Pastorelli, capogruppo della Lega -. Noi avevamo previsto la proposta di apportare leggere modifiche su una mozione interessante. Anche noi vogliamo andare nella direzione di sostegno a Gubbio come polo nazionale dell’idrogeno per la produzione del cemento, cogliendo ed integrando tutte le opportunità e le risorse messe a disposizione della missione 2 del Pnrr e dagli ulteriori piani nazionali ed europei sulla transizione ecologica e sul green deal. Ferma restando la necessità di una fase transitoria che permetta l’utilizzo di fonti di energie alternative nel periodo necessario a sviluppare filiere di idrogeno verde”.

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