Pietro Laffranco alla guida in Umbria del nuovo movimento politico “Cambiamo!”

"Alternativi alla sinistra ex comunista sia per valori ed idee, sia per le sue fallimentari politiche di governo regionale; pensiamo di poter esprimere valide competenze e, soprattutto, utili idee per l’Umbria"

“Il presidente Giovanni Toti mi ha chiesto di organizzare e rappresentare in Umbria ‘Cambiamo!’ - afferma Pietro Laffranco, già consigliere regionale e deputato - Dopo questa prima, rapida fase di strutturazione, ovviamente iscritti e simpatizzanti sceglieranno attraverso il democratico metodo delle primarie aperte, tutti gli organismi rappresentativi del movimento politico”.

Secondo il politico perugino “l’Umbria deve profondamente cambiare e abbiamo l’ambizione, con passione e per spirito di servizio, di dare un contributo di idee e proposte per provare fattivamente a risollevare la regione dalle sue forti criticità – prosegue Laffranco in una nota - Dalle tante questioni aperte in materia di sanità al delicato tema del welfare, passando per l’urgente azione di rilancio dell’economia locale, arrivando alle significative quanto ormai annose lacune in termini infrastrutturali”.

Prosegue Laffranco: “Nasciamo e saremo sempre assolutamente aperti al contributo e alla partecipazione attiva di ogni nuova energia, oltreché ovviamente dei molti movimenti civici promossi in questi anni in Umbria, ora per delusione verso la politica, ora per impossibilità di piena identificazione nell’attuale rappresentanza partitica”.

Il nuovo soggetto politico si presenta come alternativo alla sinistra ex comunista “sia per valori ed idee, sia per le sue fallimentari politiche di governo regionale; pensiamo di poter esprimere valide competenze e, soprattutto, utili idee per l’Umbria, e sin da domani saremo in ogni città umbra per promuovere ed organizzare i circoli di “Cambiamo!”: chi desiderasse aderire può già scriverci a cambiamo.umbria@gmail.com – conclude Laffranco - Sarà una sfida bella e appassionante e il nostro impegno sarà sempre orientato al perseguimento del bene comune e dell’interesse generale”.

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