Sabato, 13 Luglio 2024
Politica

Peste suina, la strategia dell'Umbria: "Squadre di ricerca delle carcasse e controllo della filiera della carne"

L'assessore Morroni, 'interrogato' dal consigliere Bianconi (misto) durante il question time in Consiglio, ha spiegato come la Giunta si sta muovendo per gestire un'eventuale diffusione della malattia sul territorio regionale

La peste suina africana spaventa l'Italia e regioni come l'Umbria, dove “l’arrivo di questa malattia determinerebbe rischi enormi per l’ecosistema e l’intera economia locale, particolarmente fondata sui settori che sarebbero i più colpiti quali allevamenti, agricoltori, enogastronomia, industria di trasformazione alimentare, turismo ed escursionismo con un conseguente impatto sui posti di lavoro".

A lanciare l'ennesimo allarme è il consigliore Vincenzo Bianconi (misto) che ieri, durante la sessione del Consiglio dedicata al Question time, ha 'interrogato' l'assessore Roberto Morroni al fine di conoscere la strategia della Giunta "per la protezione dell’equilibrio ecologico e la tutela dell’economia in Umbria mediante la  salvaguardia e reintroduzione di specie autoctone”.

Nella sessione dedicata al Question time della seduta consiliare di oggi, Vincenzo Bianconi (misto) chiede chiarimenti sull’epidemia di peste suina  africana in nord Italia, volendo conoscere “gli intendimenti della Giunta per la protezione dell’equilibrio ecologico e tutela dell’economia in Umbria mediante la salvaguardia e reintroduzione di specie autoctone”.

Peste suina africana, la Regione Umbria alza il livello di attenzione: le misure preventive

Una delle iniziative della Regione, ha spiegato Morroni, sarà quella di sabato 19 febbraio quando "si svolgerà, in collaborazione con gli Atc, la prima di tre esercitazioni per la ricerca di carcasse di cinghiale sul territorio. L’obiettivo è formare e preparare squadre di ricerca pronte per essere attivate nell’eventualità dell’arrivo del virus sul territorio regionale. Verranno coinvolti cacciatori e conduttori di cani da traccia".

Per quanto riguarda invece la salvaguardia e la reintroduzione di specie autoctone, l'assessore ha chiarito che "non è minimamente ipotizzabile eliminare tutti i capi presenti sul territorio regionale per poi sostituirli con altrettanti, rimane pure l’impossibilità di definire esattamente le fonti di approvvigionamento. È molto più importante e proficuo spendere le energie per dedicarsi ad una gestione solida e corretta della popolazione presente definendo precisi piani di prelievo venatorio e contenimento, molto più incisivo nelle aree più critiche, controllo della filiera della carne e preparazione a una eventuale gestione emergenziale per l’arrivo della peste suina africana".

Nella replica Bianconi, dopo aver ringraziato l’assessore, ha ribadito la necessità di “lavorare sugli aspetti che riguardano l’impatto economico. È auspicabile attivarsi con altre Regioni e Ministeri per la predisposizione di misure di sostegno su zone dichiarate ‘rosse’ (al momento 114 comuni italiani - ha sottolineato lo stesso Bianconi - in cui sono previsti abbattimenti di tutti i suini degli allevamenti bradi e semibradi, oltre al divieto di movimentazione di suini e carni in ingresso e uscita  per almeno sei mesi, ndr). È importante fare in modo che vengano previste filiere protette per il trasferimento di carne super controllata anche in zone rosse affinché possa essere lavorata e immessa nel mercato”.

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