Perugina, scoppia la polemica: politica in fiamme, è tutti contro tutti

Sportellate "trasversali" tra Prc, Pd e Ncd sulla situazione dello stabilimento di San Sisto. Rimpalli di colpa e rimbrotti

Sportellate. La vicenda Perugina diventa un Demolition Derby politico. Un tutti contro tutti, in pratica. E a San Sisto c’è il rischio sempre più concreto che la situazioni peggiori oltre ogni limite. Così, mentre la governatrice Marini convoca la Nestlé, la politica se le dà di santa ragione.

Comincia il segretario provinciale di Rifondazione Comunista Oscar Monaco: “Che la presidente Marini si svegli solo ora, convocando ‘d'urgenza’ la proprietà, potrebbe quasi sembrare un segnale positivo, se non arrivasse dopo mesi di silenzio assordante e a conclusione di una intera legislatura in cui si è mostrata la completa incapacità di agire sul terreno della pianificazione industriale” Di più: “Per quanto ci riguarda  - rincara Monaco - riteniamo che non sia mai troppo tardi per attuare il piano per il lavoro e passare dall'elargizione di finanziamenti a pioggia ad una pianificazione razionale e mirata alla creazione di posti di lavoro da parte della Regione Umbria”.

Primo frontale. Ma non finisce qui. Nel mezzo ci si butta a bomba il Pd, con il segretario regionale Giacomo Leonelli che punta dritto al sindaco di Perugia, Andrea Romizi: “Quello che stupisce e preoccupa, in questa situazione, è il silenzio dell’amministrazione comunale di Perugia, a guida centrodestra. Il ruolo delle istituzioni, come abbiamo visto a Terni, è determinante e non possiamo permetterci che il Comune capoluogo rimanga in disparte in una partita in cui è in gioco il futuro della città, dell’Umbria oltre che di centinaia di lavoratori e delle loro famiglie”.

Sbam. E si ricomincia. Nell’agone piomba il nuovocentrodentrista comunale Emanuele Scarponi. Piede sul pedale e Marini dritta davanti al cofano: “Solo oggi i massimi dirigenti del Pd si muovono per incontri con i sindacati dell'azienda quando forse ormai il piano industriale e commerciale di Nestlé già ha escluso il marchio perugina dai proprio interessi”.
Il consigliere si mette di traverso, e fa scudo al sindaco. Così: “Trovo strumentale e inappropriato gridare contro la neo amministrazione comunale che da soli sei mesi si trova a amministrare la città. Il problema andava ‘letto’ e prevenuto da anni. Anche questa volta la miopia e la non lungimiranza della classe dirigente del PD locale e dei suoi amministratori sta per mietere ulteriori vittime nel mondo del lavoro regionale”. Ne rimarrà soltanto uno.

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