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Un treno chiamato Partito Democratico: dalla "Stazione Pd" di Perugia le nuove idee per l'Umbria

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Partito Democratico dell'Umbria che riassume la due giorni di "Stazione Pd" al Cerp della Rocca Paolina a Perugia. Spazio anche alla delicatissima questione delle Province

Riceviamo e pubblichiamo la nota del Partito Democratico dell'Umbria che riassume la due giorni di "Stazione Pd" al Cerp della Rocca Paolina a Perugia. Spazio anche alla delicatissima questione delle Province.

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Il treno del Partito Democratico dell’Umbria è ripartito dopo la  prima tappa a Stazione Pd. Con rinnovato entusiasmo e con decine di idee,   proposte e progetti, nati ai tavoli programmatici - in tutto 20 per oltre 300   iscritti - organizzati nell’ambito della due giorni al Cerp della Rocca Paolina.   Al centro del confronto il Pd e l’Umbria del 2020. Ieri, con il vicesegretario   nazionale Lorenzo Guerini e Giacomo Leonelli, i circoli hanno aperto una   riflessione su come riorganizzare la forma partito rendendola aderente alla   società che cambia. Questa mattina “abbiamo messo a punto - ha spiegato   Leonelli - un ragionamento partecipato intorno al futuro della nostra regione”.
“È stata una due giorni importante e molto partecipata - ancora Leonelli. Ieri   con il vice segretario Lorenzo Guerini abbiamo incontrato i segretari dei circoli   Pd dell'Umbria per parlare un po' di noi. Oggi dopo le relazioni degli assessori   regionali, 20 tavoli tematici si sono messi al lavoro a sei mesi dalla partenza   del nostro viaggio dal teatro Lyrick di Assisi, per capire lo stato dell'arte e   integrare le proposte programmatiche con le scelte da fare nei prossimi mesi.   Da oggi, dopo il pieno di ‘benzina’, si riparte con nuova energia per il nostro   viaggio dei prossimi cinque anni, con la soddisfazione per aver mantenuto la   promessa di non disperdere le risorse del Lyrick, e con l'impegno di fermarci   a fare ‘rifornimento’ nel 2016 alla prossima stazione Pd”. I lavori della   mattinata, dedicata interamente ai tavoli programmatici (tra i temi lavoro,   economia, sanità, welfare, pubblica amministrazione, agricoltura, ambiente,   rifiuti, giustizia, sicurezza, immigrazione, pari opportunità, cultura, trasporti,   turismo, scuola e università, agenda digitale, assetto del territorio, Europa,   sport), sono stati aperti dalle relazioni degli assessori regionali Antonio   Bartolini, Giuseppe Chianella, Fernanda Cecchini e Fabio Paparelli.
Sul   tavolo elementi per una visione dell’Umbria per i prossimi vent’anni. Si è   parlato di come riformare tenendo al centro i diritti e i bisogni dei cittadini, pur   in una congiuntura complicata e con risorse all’osso; di semplificazione e   accessibilità come leve fondamentali per avvicinare le istituzioni ai cittadini; di   riforma delle Province, di Università cuore delle politiche per la crescita e di   Europa come opportunità, non solo nel merito delle risorse e dei   finanziamenti, che pure vanno cofinanziati con un protagonismo in termini di   programmazione e progettualità da parte della regione; di piano trasporti e di   strategie sui rifiuti, con la conferma del no al termovalorizzatore e degli   impegni per l’abbattimento dei conferimenti in discarica; e ancora di   internazionalizzazione, innovazione, ricerca e territorio come elementi focali   per una politica di crescita e sviluppo rivolta alle imprese e quindi alla ripresa   dell’occupazione; di nuovi modelli per l’incontro tra domanda e offerta di   lavoro e reddito di cittadinanza.

A chiudere i lavori di Stazione Pd la presidente della Regione Umbria   Catiuscia Marini. La presidente ha dedicato parte del suo intervento alla   situazione delle Province nel dopo riforma. “Come Pd - ha detto - abbiamo di   fronte la sfida di essere all’altezza di guidare questa fase”. Primo   presupposto: “parlare la stessa lingua”. Marini ha ribadito gli impegni presi   dalla Regione per salvaguardare i livelli occupazionali, ma soprattutto i   servizi, con un occhio alla “compatibilità con le risorse attivabili, perché non   possiamo imporre una tassazione aggiuntiva”. “Dobbiamo gestire con serietà   le persone, ma anche le funzioni”, in alcuni casi ferme, intanto “azzerando le   spese che sono da azzerare e non legate alle funzioni fondamentali”. Quindi   chiamando a un impegno i Comuni, che devono ripensare in alcuni casi al   loro rapporto con l’area vasta”. E poi qualche sassolino nella scarpa: “In   questi anni qualcuno è stato formica e qualcuno cicala e se la Regione negli   ultimi anni non avesse fatto la formica oggi non avrebbe potuto assorbire una   sola unità di personale. Ora, però, serve un patto perché tutti siamo formiche”.  “Quello di Stazione Pd e quindi del grande appuntamento di marzo al Lyrick -   ha detto Marini - è un metodo che dobbiamo confermare, magari lanciando la   proposta di farlo anche nei comuni e nei territori” per fare rete, trasmettere   informazioni, partecipare progetti e mettere a leva le migliori energie.
“Questo   rientra nella riflessione intorno all’importante ruolo del Partito Democratico -   secondo Marini - al governo a livello nazionale oltre che regionale, nel   guidare le riforme. Siamo al centro dello scenario politico con la   responsabilità di esserci”. “Dobbiamo ripensare la nostra formula   organizzativa - ha sottolineato la presidente - sperimentando innovazioni;   dobbiamo rendere i circoli luoghi di politica attiva, non solo di rappresentanza   burocratica o del ceto politico amministrativo; questo perché il Pd non sia   percepito come spazio dove ci si organizza per garantire percorsi personali,   ma come il luogo dove si mettono alla prova capacità e idee anche attraverso   la fatica del pluralismo e del confronto. L’organizzazione per filiere personali   disorienta i cittadini, ci rende deboli, riduce lo spazio per affrontare la sfida   delle riforme”. E allora “dobbiamo avere una proposta forte e il coraggio di   farne progetti; dobbiamo fare gioco di squadra sui contenuti per allargare le   nostre porte alla partecipazione; dobbiamo sforzarci di sentirci parte del Pd,   di un Pd vivo, capace di alimentare un dibattito”.  

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