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Capitale Europea, la grande sconfitta: "Un progetto per pochi, perugini ignorati"

Il Movimento 5 Stelle ha analizzato i motivi di una sconfitta "annunciata": tre punti su tutti, la scelta di una Fondazione privata, progetti falliti riproposti e zero incontri con i cittadini

La sconfitta nella corsa alla nomina di Capitale Europea 2019 fa ancora male. Poteva essere il rilancio di Perugia nel mondo e invece sarà quello di Matera. Le prime analisi sul perchè della sconfitta stanno arrivando anche se ci vorrà del tempo per elaborarle in maniera chiara e complete. Il Movimento 5 Stelle di Perugia ha già inviato invece il proprio dossier sul perchè Perugia non ha convinto i Commissari. Fondazione verticista, scarsa aperta ai cittadini, sigle solo di facciata, progetti congelati e falliti fatti passare per innovativi e sui cui puntare e altro ancora: sono questi gli elementi sottolineati dai % Stelle. 

LA PARTECIPAZIONE - Nell'analisi è stata il punto debole della Candidatura: "Quello che è mancato fin dall'inizio è una partecipazione dal "basso all'alto" della comunità perugina che avrebbe dovuto essere coinvolta attivamente in eventi, agorà di confronto, sessioni di discussione aperte, seguendo l'esempio di Ravenna e Matera che hanno basato la propria candidatura anche su questo".

"Invece, la scelta iniziale di costituire una fondazione, ovvero un soggetto privato, che gestisse autonomamente i cospicui fondi per la progettazione, ha rafforzato le antiche logiche di dirigenza verticistica tipicamente umbre, che da sempre creano dipendenze, rapporti e clientele nei vari soggetti coinvolti". Le altre città finaliste hanno scelto di creare commissioni speciali del consiglio comunale e uffici pubblici specializzati, di coinvolgere costantemente la comunità nel progetto di candidatura, oppure di creare una fondazione solo nell' ultima fase della "corsa" ed eleggendo a suo presidente, come Matera, il sindaco stesso della città.

I PROGETTI FALLIMENTARI - Per i 5 Stelle nel dossier sono stati inseriti tutti quei grandi progetti del passato che poi non si sono mai potuti realizzare. Opere incomplete a cui si chiedeva l'intervento dell'Europa e non stimorale da Perugia, con nuove idee, l'Europa stessa. "Per quanto riguarda gli interventi strutturali - hanno scritto i 5 stelle - e alcune opere di recupero di spazi urbani i progetti proposti erano sicuramente apprezzabili, ma non è una buona strategia richiedere questo tipo d'intervento europeo per completare opere che dovrebbero essere di normale competenza amministrativa".

"La riqualifica del mercato coperto, la biblioteca degli Arconi, l'Auditorium di San Francesco al prato e altri progetti minori, sono di fatto opere abbandonate o ferme da anni: perchè l'Europa avrebbe dovuto sostenere quello che era il compito delle amministrazioni passate? E perché la Commissione Europea avrebbe dovuto scegliere di riqualificare spazi privati come il cinema Turreno e il teatro Pavone?Solo l'ambizioso progetto dell'ex carcere meritava veramente l'approvazione della Commissione europea".

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