Martedì, 21 Settembre 2021
Politica

Cittadinanza onoraria a tutti i figli dei migranti: il consiglio respinge, la sinistra accusa

L’ordine del giorno intendeva anche sollecitare i Parlamentari umbri della necessità di riforma della legge 91/1992 che regola la materia sulla base dello "ius sanguinis"

Respinta dal Consiglio Comunale di Perugia la proposta dei gruppi civici di sinistra e del Partito Democratico di concedere la cittadinanza onoraria a tutti i minori stranieri residenti nel Comune di Perugia. L’ordine del giorno intendeva anche sollecitare i Parlamentari umbri della necessità di riforma della legge 91/1992 che regola la materia sulla base dello "ius sanguinis".

“La concessione della cittadinanza onoraria, infatti, nulla aggiunge ai diritti dei minori di altri paesi che frequentano le nostre scuole, usufruiscono dei nostri mezzi e sistemi pubblici, studiano e giocano con i nostri figli. Troviamo fuori luogo – hanno spiegato dal Gruppo Lega - che la minoranza, come scritto nelle motivazioni della richiesta, senta l’esigenza di un recupero di credibilità e di immagine di Perugia a seguito anche dello scandalo Suarez all'Università per Stranieri. La città non ha bisogno di ulteriori attestati di non razzismo e siamo inoltre convinti che
l'Istituto della cittadinanza sia stato travisato”. 

Secondo Elena Ranfa (PD) la cittadinanza onoraria è lo strumento per dare un riconoscimento, seppur simbolico, all’appello lanciato in commissione da alcune ragazze cui bisogna dare risposte concrete: "la maggioranza non deve nascondersi dietro un dito, perché, pur essendo solo un simbolo, la cittadinanza onoraria è comunque una prima risposta".

Delusione sempre dai banchi di centrosinistra manifestata da Francesco Zuccherini (PD) la maggioranza si sta nascondendo dietro a delle scuse per non votare nel merito l’atto. Per il consigliere, invece, bisogna avere coraggio per portare avanti delle battaglie anche facendo ricorso a degli strumenti simbolici. Il capogruppo FdI Michele Nannarone secondo cui lo statuto disciplina la cittadinanza onoraria in un modo specifico che non si adatta al caso di specie. Concedere cioè in maniera impersonale ad un gruppo di soggetti la cittadinanza onoraria finirebbe per sminuire il valore dell’istituto. 

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