Giovedì, 13 Maggio 2021
Politica

Detenuto in fuga, il mistero sulla concessione della semi-libertà: "Un tale beneficio ad un sospetto integralista islamico?"

Critico il senatore di Fratelli d'Italia: 'Il pusher Osema Zoaio non avrebbe dovuto godere di nessun beneficio'

"Come è possibile che un detenuto tunisino sospettato di radicalizzazione islamica venga autorizzato a uscire dal carcere dodici ore al giorno in regime di semilibertà?". Lo scrive in una nota il senatore Franco Zaffini commentando la notizia del mancato rientro nell'istituto penitenziario del pusher maghrebino Osema Zoaio condannato per droga alla pena di tre anni e dieci mesi di reclusione. 

Al maghrebino - è spiegato in una nota dell'esponente di Fratelli d'Italia - era stata rigettata l'opposizione all'espulsione e la scadenza della sua pena era prevista nel gennaio 202o. Sabato sera non è rientrato in cella, come previsto, e ora sono in corso le ricerche da parte della polizia penitenziaria e della questura di Perugia . Secondo Zaffini "un detenuto sospettato di radicalizzazione islamica non dovrebbe godere di alcun beneficio, neppure quello della semilibertà". 

"I detenuti stranieri nelle carceri umbre sono 518 - conclude il senatore Zaffini -. Ogni giorno vengono spesi dallo Stato oltre 155 mila euro, 4,6 milioni al mese e 56 milioni di euro ogni anno, risorse che potrebbero essere risparmiate e investite in sicurezza se i reclusi non italiani venissero immediatamente rimpatriati nei loro Paesi". 

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