Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Perugia, il pagellone di Vittoria Ferdinandi: carisma, macchina da guerra e la sinistra della speranza

In due mosse ha conquistato una parte di quell'elettorato cattolico che sembrava ostile sulla carta per una candidatura di sinistra

Vittoria Ferdinandi (10 lode): Scriverne i meriti è ormai banale - lo hanno fatto tutti - basta dire che non ha sbagliato un colpo. Persino quel pugno chiuso al 25 aprile è stato un capolavoro: da una parte ha rafforzato quell'orgoglio di sinistra che si era un po' perduto ribadendo il ruolo storico della sinistra in quella Resistenza che ha portato alla Repubblica. E in più ha portato il centrodestra ad imitare gli errori del passato della sinistra sull'anti-berlusconismo e sull'anti-fascismo applicato ad ogni rivale politico. Un atteggiamento che porta male e non porta soprattutto voti. E si è visto.

L'altro grande merito è di tipo strategico: esaltare quei lati della sinistra che non sono solo di lotta, che non generano nemici e che non sono il vecchio, il passato.. ma rappresentano la gioia di vivere, il sorriso, la speranza, il mito della pace e la partecipazione di una comunità alla vita del proprio quartiere. Una sinistra della qualità della vita e del tempo libero da spendere. E questo ha riportato un pezzo di popolo a sinistra che si era perduto. E un pezzo di radical chic ad alzarsi dal proprio salotto o teatro ed andare a cercare voti per lei. E' ovvio che ha speso molto, che aveva una super-regia venuta da lontano e specializzata in queste campagne elettorali dure e da rimonta. E' ovvio che per rendere più appetibile l'offerta Ferdinandi si sono sacrificate bandiere, simboli di partito e altro di riconducibile ad una sinistra-centro. Fa parte del gioco. E poi l'elemento aggiunto, quello che fa la differenza, è stata proprio lei con la sua storia, con il suo orgoglio di essere donna e di sinistra, con il suo sorriso (considerato contagioso per molti, per altri una sorta di maschera studiata) e quel carisma che poche persone hanno: che ti entra dentro, che ti prende il cuore più la mente, che fa passare semplici slogan per progetti futuri (ma è norma per chi deve ancora conoscere la macchina comunale non avventurarsi in dichiarazioni che potrebbero poi essere svilite mesi dopo dai conti economici o dalle normative comunali).

Insomma un carisma difficile da descrivere e molto, molto simile a quello del sindaco uscente di sponda politica opposta Andrea Romizi; entrambi in epoche diverse hanno compiuto una grande impresa politica. Ma anche Vittoria ha commesso un errore che ha ridotto la forbice dei consensi (la prima settimana del ballottaggio era data intorno al 54 per cento): negli ultimi sette giorni si era un po' seduta, facendo soprattutto lavorare il suo comitato (una macchina da guerra modello elezioni americane) quando il brand era lei ed aveva iniziato a lamentarsi un po' troppo degli attacchi subiti (entrambi gli schieramenti non si sono risparmiati). Alla gente il vittimismo, anche se vero, non piace. Poi però gli ultimi due giorni hanno bloccato il risultato con due trovate geniali: il bus a due piani che a sinistra è simbolo di festa, pride e degli storici cortei di protesta e per il popolo meno politicizzato è il simbolo delle grandi vittorie della Nazionale di calcio e della Champion.

Chiusura al Frontone: simbolo di popolo e in centro storico. Sul fronte delle alleanze: ha lasciato lincenza di alzare i toni al Pd e al Movimento 5 stelle, mentre nelle civiche ha puntato a candidati che rappresentassero categorie, territori perugini e problematiche varie. Ma il salto di qualità per conquistare una parte importante dell'elettorato centrista-cattolico-moderato (fino all'altro ieri con Romizi) è avvenuto con due mosse: la prima, qualificarsi come la sindaca pronta ad affrontare anche i temi della pace e del dialogo. La seconda: l'alleanza con i moderati e terzi polisti di Giacomo Leonelli (Perugia Pensa) che hanno portato il 6 per cento dei voti ed hanno fatto da garante su un governo che i numeri ci dicono essere comunque sinistra-centro.

Concludo: nella vita poi bisogna essere fortunati... Vittoria ha beneficiato di errori clamorosi dei suoi avversari ch soltanto dal ballottaggio in poi hanno modificato la rotta, ma era troppo tardi. E' la prima donna sindaca di Perugia, anche questo è tanta, tanta roba. Ora sarà chiamata a governare Perugia e tutti i cittadini, anche quelli che non hanno votato per lei, devono darle il tempo di crescere, imparare e deliberare la città che ha in mente. Tra cinque anni i perugini nell'urna diranno se è stata una scommessa vinta oppure no. E' la democrazia, bellezza! 

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